Un piccolo-grande uomo alle Canarie: Giuseppe Bucceri

Giuseppe Bucceri è un piccolo grande uomo. Piccolo soltanto per il suo corpo minuto e non alto: come statura ed aspetto morale è un colosso. Trascorre la sua vita lavorativa al servizio dello Stato, umilmente e con devozione, nella Benemerita Arma dei Carabinieri. Chi non ha mai fatto parte di questo Corpo armato, può darsi che conosca i Carabinieri solo per l’immagine che ne dà l’immaginario collettivo, che attribuisce a questi militi doti di coerenza estrema e di rettitudine morale, accompagnate però da limiti psicologici; alzi la mano chi non ha mai sentito barzellette sulla presunta ottusità dei Carabinieri. Il Bucceri incarna solo la prima parte di queste caratteristiche, la rettitudine ed intransigenza morale; quanto alla presunta mente rigida, ne è del tutto alieno, anzi antitetico: pochi uomini sono mentalmente aperti e privi di pregiudizi quanto lui.

Dopo essere stato riformato dall’Arma, non per scappatoie ma per reali motivi di salute, il Bucceri si occupa del sociale con iniziative di beneficenza, e ad un certo punto tenta anche la via della politica candidandosi come consigliere alle elezioni municipali di Roma, in una lista civica. Non vince (per nostra fortuna) ed esce disgustato da questa tenzone, che non si addice ad un puro idealista come lui. In età di pensione, nel marzo 2015 si reca a vivere nella magica isola di Gran Canaria, che già conosceva ed amava da turista-villeggiante. Fra i motivi di questa sua scelta migratoria è prioritario il convincimento di poter godere di una busta-paga più consistente, per la tassazione del reddito operata non più in Italia, dove il fisco infierisce sui lavoratori dipendenti e sui pensionati, ma in Spagna, dove il regime fiscale è assai più vantaggioso per queste categorie. Il Nostro però non si era informato bene (gli facciamo venia di slancio per questa ingenuità, perché un puro idealista è quasi sempre un po’ ingenuo: i figli della Luce sono meno scaltri dei figli del mondo, disse Gesù di Nazareth; e poi, se oggi tutti sappiamo tutto, è anche per merito di Lui che si scottò per primo e socializzò poi la conoscenza acquisita) e presto venne a scoprire di far parte di una categoria di “paria”, i pensionati ex-statali o “EX-INPDAP” che dir si voglia, per i quali lo Stato italiano non ha firmato accordi con la Spagna per la tassazione in loco, come avviene per gli altri pensionati che confluiscono nel comune contenitore dell’INPS.

Il Bucceri non accetta questa discriminazione e trova subito pochi altri valorosi pionieri con i quali inizia a creare un movimento di opinione, che tramite internet si diffonde a macchia d’olio.

Quando un idealista energico e combattivo trova consensi, diventa un trascinatore, ed in pochi mesi il Nostro vede ingrossarsi le file del suo seguito: al suo gruppo in internet, dedicato ai pensionati italiani all’estero, si registrano diverse centinaia di persone. Con il tempo diventeranno addirittura 3000, sparsi in ogni parte del mondo.

Il collante di questo movimento di arzilli pensionati è la battaglia contro l’ingiustizia da tutti loro patita, della mancata defiscalizzazione in busta-paga; ma in seno al gruppo matura anche una vera solidarietà: ci si aiuta vicendevolmente e si aiutano coloro che necessitano di informazioni generali relative alla pensione ed al trasferimento all’estero.

Purtroppo però… i nostri connazionali (intesi non come singoli ma come massa) raramente smentiscono la loro fama di opportunisti: quando il nobile Davide Dall’Agata (uno dei pionieri dell’iniziativa di cui trattiamo) trova l’avvocato giusto, come competenza, afflato di giustizia ed “empatia” con gli ex-statali “diseredati”, ed il numero dei rivendicanti appare sufficiente per limitare il costo pro-capite di un ricorso per vie legali, appena Giuseppe fa il passo per lui ripugnante di “bussare a quattrini”, è un fuggi-fuggi generale.


Il Nostro aveva chiesto un contributo di circa 130 euro per i residenti in Italia: questa cifra è sufficiente a demotivare molti, i quali speravano che qualche nume tutelare pagasse le spese legali anche per loro. No, sborsare 130 euro, non ne vale la pena: questa la valutazione degli italiani “furbi”, che giudicano la vittoria assai poco probabile, ed in caso di successo sperano di agganciarsi ad un beneficio collettivo senza essersi mai sacrificati.

Con la morte nel cuore il Bucceri, da fulgido galantuomo, dichiara il fallimento del suo tentativo e si appronta a restituire le somme fin lì ricevute come contributi individuali; ma a questo punto… colpo di scena!

La Avvocatessa che aveva accolto la richiesta di patrocinare la causa degli EX-INPDAP, accetta una sensibile riduzione del proprio onorario pur di non abbandonare questa impresa ed il gruppo che a lei si è affidato.

Contagio di puri idealisti come Bucceri e Dall’Agata? Magnanimità personale della Professionista? Comunque sia, un grande gesto.

Chi redige queste note, facendo parte del gruppo di Bucceri che richiede giustizia. si sente di commentare: ragazzi, ci è andata grassa!

di Davide Selis