Canarie, mercato immobiliare in crescita

Il mercato immobiliare delle isole nel secondo trimestre del 2017 si è rivelato in crescita del 14,9%, con un totale di 6.019 operazioni, stando ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo e relativi alle transazioni regolari.

Il trend si dimostra analogo in tutta la Spagna, con un incremento del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un totale complessivo di 141.582 unità vendute, dati molto ottimistici visto che per trovare un secondo trimestre con più transazioni occorre risalire al 2010, quando sono state effettuate 153.164 vendite.

Relativamente alla tipologia di immobili venduti, dal rapporto del Ministero risulta che 12.749 abitazioni corrispondono a nuove proprietà, vale a dire il 9,4% del totale, mentre le abitazioni cosiddette di seconda mano rappresentano il 90,6% del totale, ovvero 128.833 unità.

Il mercato immobiliare sembra essersi risvegliato quindi un po’ in tutta la Spagna, dove tutte le comunità autonome, ad eccezione di País Vasco, Ceuta e Melilla, hanno registrato un aumento di vendite, come La Rioja, che con un 30,8% in più si attesta al primo posto, seguita da Asturie, con un 24,7%, Andalusia, 19,3%, Catalogna, 17,9% e Castilla La Mancha con un 17,8%.

Le transazioni effettuate da stranieri residenti in Spagna analogamente hanno mostrato una crescita costante che per il secondo trimestre del 2017 è stata pari al 13,1%, vale a dire un totale di 23.007 abitazioni acquistate, dati che hanno contribuito a rivitalizzare il mercato immobiliare.

Questo trend positivo ha notevolmente influito sui mutui concessi per l’acquisto delle case, che alle Canarie sono saliti in percentuale del 22,9%, per un capitale complessivo di 97milioni di euro, aumentando così significativamente il numero degli immobili ipotecati.


In tutta la Spagna il capitale preso a prestito è salito a quasi 2.947 milioni di euro con un aumento del 38% su base annua.

In particolare i mutui a tasso variabile sono il 61,6%, contro il 38,4% a tasso fisso ma in generale il tasso di interesse medio in entrambi i casi è stato più basso di quello registrato a luglio 2016.

dalla Redazione