Tenerife è un’isola sicura dove vale la pena di investire

Ad affermarlo con assoluta convinzione è Maria José Perera, consulente fiscale di Asesoría Afeco Perera, con un background di esperienza con aziende e privati di oltre 22 anni.

La Perera, fiscalista e appartenente al Colegio de Economistas de Santa Cruz de Tenerife, nonché al Colegio de Asesores Fiscales de Canarias, attualmente lavora in pianta stabile a Los Cristianos, nel pieno cuore del sud di Tenerife.

Attraverso questa breve intervista, Maria José Perera rivendica l’importante ruolo dei consulenti fiscali e richiede un maggior controllo nella lotta contro i falsi professionisti, coloro ovvero che non solo non rispettano le regole, ma ignorano l’etica professionale.

Il consulente fiscale, spiega la Perera, è un economista, laureato in Legge, in Amministrazione e Gestione Aziendale o un funzionario finanziario, ma in ogni caso è colui che si dedica alla pianificazione fiscale dei beni di persone fisiche, uomini d’affari e professionisti.

Il compito, sottolinea, è piuttosto arduo e richiede notevoli sacrifici per essere costantemente aggiornati sugli sviluppi fiscali e lavorativi al fine di poter garantire al cliente una preparazione completa, come quella ad esempio necessaria per una banale dichiarazione dei redditi che, talvolta, può risultare complessa e bisognosa di tempo per essere compilata.

Il consulente fiscale è anche colui che aiuta l’investitore a ridurre il costo fiscale generato da acquisti, vendite, partecipazioni in eredità, donazioni o liquidazione delle imposte generate.


Molti colleghi professionisti lamentano l’elevata invadenza di persone non preparate o qualificate nel settore della consulenza, soprattutto al sud delle isole; sarebbe a tal proposito necessario, afferma la Perera, creare un’associazione di consulenti che regolarmente pagano le quote mensili per dare maggiore sicurezza e garanzia ai potenziali clienti, in modo da accompagnarli in tutte le situazioni che devono affrontare, fornendo professionalità e soluzioni.

Il consulente fiscale è quasi uno psicologo, rivela la Perera, soprattutto quando si configurano situazioni drammatiche in cui il cliente esaurisce tutti i mezzi economici che aveva a disposizione e necessita di consigli ma anche di rassicurazioni ben mirate.

L’idea è quella di realizzare qualcosa di molto simile a quanto già esiste in Europa, ovvero creare un registro di attività di ciascuno dove si possa constatare la formazione, i titoli acquisiti e la legalità dell’attività svolta, un vero e proprio filtro a vantaggio di coloro realmente formati e di coloro che ne richiedono la collaborazione.

Diversamente, la giungla che già in parte si è creata, finirebbe per pesare negativamente sulla categoria e sulla clientela, spesso truffata da pseudo professionisti che, dopo essersi fatti pagare abbondantemente, spariscono di fronte ai problemi.

Le tariffe di un consulente fiscale dipendono dal tipo di lavoro svolto, ma al di là dei compensi, la priorità spetta sempre al cliente; in Asesoría Afeco Perera il cliente viene al primo posto e i consulenti fiscali sono per i clienti come i medici per i pazienti.

Le relazioni che si sviluppano si basano sulla fiducia, sulla sicurezza trasmessa e sulla discrezione del lavoro svolto.

Tenerife è un luogo ideale e pieno di opportunità che nel tempo si è guadagnato il titolo di principale motore economico del settore dei consulenti fiscali; ma i clienti non devono essere spremuti bensì occorre raccogliere il giusto e aiutarli ad investire nel più grande settore redditizio che è il turismo.

Il regime fiscale delle Canarie ha grandi vantaggi rispetto alle altre comunità spagnole ed europee e obiettivo prioritario di Asesoría Afeco Perera è che i clienti ne traggano un grande beneficio grazie ad un impatto diretto sulle loro attività e sui loro beni.

A tal proposito viene offerto un team multidisciplinare che opera in diverse lingue e che è accuratamente formato sulla grande varietà di tributi esistente nell’Arcipelago, come la tassa sui consumi, l’IGIC, che ha un’aliquota del 7% contro il 21% dell’IVA pagata nella penisola.

Ad attrarre maggiormente gli investitori, oltre a clima e possibilità, vi è quindi un ampio ventaglio di vantaggi fiscali che influenzano direttamente coloro che intendono fare business nelle isole, come le detrazioni per la creazione di posti di lavoro.

Aspetto non meno importante nel sud, è la sua peculiare diversità oltre che la crescita costante; cittadini belgi, italiani, cinesi, polacchi, russi, inglesi e anche spagnoli cercano di investire sull’isola.

Gli sviluppi urbani come il Palm Mar sono già un riferimento per gli investitori più esigenti e in breve si sta già affrontando una nuova sfida globale che, oltre a rinnovare l’immagine del sud di Tenerife, agli occhi del mondo renderà l’isola una destinazione sicura e attraente, dove realmente vale la pena di investire.

di Maria José Perera