Conviene pagare l’IRPF a stima oggettiva (per moduli)?

Un lavoratore autonomo, libero professionista o imprenditore che sia, a seconda dell’attività svolta potrà scegliere se versare allo Stato spagnolo quanto dovuto attraverso il regime di stima diretta o di stima oggettiva (altrimenti detto “por modulos”).

Nel sistema di stima oggettiva il pagamento delle imposte non dipende dal reddito e dalle spese reali, bensì viene valutato attraverso una serie di indicatori  relativi agli elementi dell’attività (ad esempio metri quadrati dello spazio commerciale, consumo di elettricità, numero di dipendenti ecc. ).

Una volta che, in funzione di questi indicatori, l’attività venga inquadrata in una delle fasce reddituali prestabilite dal sistema,  pagherà la quota di imposte corrispondenti a tale fascia indipendentemente dal beneficio reale conseguito (reddito meno spese deducibili).

Quindi, quali sono i potenziali vantaggi e quando è opportuno optare per questo tipo di pagamento?

Pur nel rispetto della normativa vigente, fondamentalmente consente una gestione semplificata della contabilità. 

A grandi linee possiamo dire che non è necessario mantenere sotto controllo i ricavi in modo puntuale, essendo le entrate fornite dal modulo di appartenenza, così come le spese, che in ogni caso non potranno essere dedotte.


Anche se è necessario conservare ed archiviare tutte le fatture e le ricevute, non sussiste l’onere di disporre di specifici libri contabili.

É consigliabile optare per il sistema per moduli solo quando si è sufficientemente sicuri che il rendimento reale sarà di fatto superiore al rendimento stabilito dal modulo di appartenenza: più il volume di affari è elevato a fronte di una quota fissa e più logicamente il margine di beneficio per il lavoratore autonomo sarà maggiore.

Va da sé che quando si avvia un’attività è preferibile scegliere dapprima il regime di stima diretta (pagando su quanto effettivamente guadagnato) e, una volta avviata, potendo effettuare una previsione realistica del futuro rendimento, valutare il passaggio al sistema per moduli.

Tutti possono accedere al sistema per moduli?

No, sono richiesti specifici requisiti.

Vediamo i principali.

Innanzitutto, l’attività svolta deve  essere  compresa nell’elenco emesso dal Ministerio de Hacienda y Administraciones Públicas ed annualmente aggiornato (vedi ordine HFP / 1823/2016, del 25 novembre).

Vi rientrano ad esempio molte attività di vendita al dettaglio, alcune attività di ristorazione, servizio taxi, servizi di trasloco, alcuni tipi di saloni di bellezza, lavanderie ecc.

In generale, il volume di fatturazione (i settori di agricoltura ed allevamento presentano però aspetti specifici) deve rientrare entro certi limiti: attualmente non deve superare 250.000 euro annuali  (125.000 se si fattura ad altra impresa o libero professionista).

Per l’esercizio 2018 era previsto un abbassamento dei suddetti limiti rispettivamente a 150.000 e 75.000; Hacienda ha tuttavia concesso una proroga, mantenendo inalterati gli attuali indicatori per almeno per un anno ancora.

Per quanto riguarda il  volume di acquisti  in beni e servizi non deve superare 250.000 euro; anche questo limite, per il quale pure era previsto un abbassamento a 150.000 a partire dall’esercizio 2018,  ha subito una proroga.

Va inoltre tenuto presente che esiste un’incompatibilità tra questo sistema e quello di stima diretta.

In altre parole, se si svolgono due o più attività per conto proprio, tutte devono sottostare allo stesso sistema fiscale.

Se invece si vuole uscire dal sistema per moduli, è necessario dichiararlo entro dicembre dell’anno precedente al nuovo esercizio e non si  potrà tornare indietro per almeno tre anni.

Avv. Elena Oldani

Fonti:

Ley 26/2014