Previsioni normative per il 2018

Il governo ha previsto per il 2018 l’approvazione di varie normative che si inseriranno in Leggi Organiche, Leggi Ordinarie o Real decreti, che faranno seguito ad innumerevoli proposte normative che includono anche la trasposizione di varie norme comunitarie.

Tra questi la previsione di uno schema di risoluzione extragiudiziale dei conflitti finanziari e modifiche nel Mercato dei  Valori e per la legge delle Imposte delle Società.

Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il Primo Piano Normativo Annuale dell’Amministrazione Generale dello Stato, che prevede oltre alla risoluzione dei conflitti nell’ambito finanziario e Mercato dei valori, anche la trasposizione di direttive per rinforzare la mobilità dei lavoratori negli Stati membri dell’Unione Europea che contempla anche la materia del diritto pensionistico oltre a quella della legge sulle imposte delle Società.

In materia di Erario e finanziamento Regionale è anche previsto un adeguamento dell’attuale normativa di riferimento attraverso la consultazione parlamentare, e che dipenderà dagli accordi che si concretizzeranno tra le corrispondenti “Haciendas Locales” le regioni e il Consiglio di Politica Fiscale e Finanziaria a livello parlamentare.

Ovviamente si procederà anche con il progetto della Legge di preventivo di spesa generale dello Stato e la proposta dei Conti Pubblici del 2019.

Pertanto sono già previsti 40 progetti normativi che verranno sottoposti al procedimento di valutazione normativa, tra i quali figurano la Legge di modificazione del testo della Legge Generale per la difesa dei diritti dei consumatori e utenti, e la legge sulla sicurezza delle Reti o la Legge delle cooperative di credito.


Lo stesso portavoce del governo ha evidenziato i dati economici delle ultime settimane assicurando che in questo stesso anno si potrebbe concludere con la creazione di oltre 600.000 posti di lavoro, il che suppone 100.000 in più di quanti erano stati previsti dal Governo circa un anno fa.

Anche se comunque non si può ignorare il dato negativo del peggioramento dei dati economici in Cataluña per quanto si riferisce all’impiego, al turismo, al consumo o alla fuga di imprese, benché con l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione le cose stiano cambiando.

Il Governo confida nel fatto che non vi siano boicottaggi contro i prodotti catalani e che le imprese interrompano definitivamente la loro fuga dalla regione.

di Avv.Civita Masone