SUNSET BOULEVARD

Auditorio di Tenerife dal 27.12.2017 al 04.01.2018

Abbiamo assistito alla Prima Mondiale in lingua spagnola del Musical di Andrew Lloyd Webber tratto dal film omonimo (in italiano “Viale del Tramonto”)  di Billy Wilder interpretato da Gloria Swanson, William Holden ed Erich von Stroheim.

La trama narra la storia di un giovane e squattrinato sceneggiatore di Hollywood (Joe Gillis) che per sfuggire ai creditori si rifugia nel parco di una villa sul Sunset Boulevard. Viene ricevuto ed invitato ad entrare da Max, il maggiordomo della proprietaria della villa (Norma Desmond), un’attrice del cinema muto ormai dimenticata dal pubblico, come altre star del genere soppiantate dall’avvento del sonoro.

Nell’apprendere che Joe Gillis è uno sceneggiatore, seppur di scarso successo, l’attrice riesce a convincerlo a collaborare per la stesura di un copione da lei stessa ideato, ispirato al personaggio biblico di Salomè.

Nonostante la riluttanza iniziale Joe finisce per accettare, più che altro per la generosa offerta di denaro e di ospitalità nella villa da parte di Norma, cosa che gli consente di nascondersi ai creditori oltre a permettergli uno stile di vita agiato e ben al di sopra delle sue possibilità.

Ma presto si rende conto di essere finito in una gabbia, per quanto dorata, e che gli interessi di Norma nei suoi confronti vanno oltre l’aspetto professionale, per cui una notte esce di nascosto dalla villa per raggiungere i propri amici altrettanto squattrinati, ma giovani e vitali.


Qui conosce Betty, promessa sposa di  Artie, il suo miglior amico, aspirante sceneggiatrice che a sua volta gli sottopone un copione chiedendogli un giudizio e dei suggerimenti. Joe cerca di declinare l’invito dicendosi già impegnato in un altro lavoro, ma l’amico Artie lo convince a dare una mano alla sua futura moglie. Essendo però strettamente controllato da Norma durante il giorno, concede la propria disponibilità solo saltuariamente e nelle ore notturne.

Nel frattempo le attenzioni di Norma nei confronti di Joe si fanno più pressanti e, la notte di Capodanno, organizza nella villa una festa in cui Joe scopre di essere l’unico invitato, durante la quale Norma gli si offre, ma lui la rifiuta e disgustato fugge dalla villa per raggiungere i suoi amici che stanno festeggiando a Hollywood. Qui viene però raggiunto da una telefonata di Max che gli chiede di tornare immediatamente alla villa perché Norma ha  tentato il suicidio tagliandosi le vene. Scioccato, Joe torna e finisce per cedere alle avances di Norma. (Fine 1º atto).

Il secondo atto inizia con un Joe pigramente assuefatto alla vita agiata, ma solitaria, nella villa di Norma ai bordi della piscina. La stesura di entrambe le sceneggiature procede, quella di Norma di giorno e quella di Betty nelle saltuarie fughe notturne, e vengono completate.

Norma invia la propria alla Paramount e dopo qualche giorno riceve un invito a presentarsi agli studi.

Convinta di avere un appuntamento col produttore Cecil B. DeMille si reca sul set in compagnia di Joe con la propria Rolls Royce guidata da Max, ma nonostante venga ricevuta da tutti con affetto e deferenza per il suo glorioso passato, Joe e Max scopono che il motivo dell’invito non è dovuto all’interessamento per il copione, ma più banalmente per una richiesta d’affitto della sua auto per alcune riprese. Max prega Joe di non riferire la cosa a Norma perché ne sarebbe ferita ed offesa, rivelandogli inoltre di essere il suo primo marito, nonché il mittente delle lettere che lei continua a ricevere dai suoi ammiratori.

Prima di lasciare gli studi Joe incontra Betty provando un certo imbarazzo nel ruolo di mantenuto della diva del muto.

Nella scena successiva i due s’incontrano per celebrare l’ultimazione della scenografia di Betty e, in un toccante duetto, lei gli rivela di essersi innamorata di lui che cerca di dissuaderla dicendole di non essere un tipo affidabile,  ma lei risponde che, pur provando affetto per Artie, non lo ama e Joe riconosce a sua volta di essere innamorato di lei.

Torna alla villa deciso ad abbandonare Norma e la vita agiata per scegliere l’amore, ma il finale prende un risvolto tragico…

Uno spettacolo ottimamente realizzato sotto ogni punto di vista, grazie alla regia di Jaime Azpilicueta, la direzione musicale di Julio Awad, la scenografia di Ricardo Sanchez e la coreografia di Federico Barrios.

Interpreti principali:

Paloma San Basilio (Norma Desmond) la cui recitazione è più convincente della performance canora, con la voce che tende a sparire nelle note basse e ad essere un po’ sguaiata in quelle acute, ma potrebbe dipendere da una temporanea condizione di salute non ottimale;

Geronimo Rauch (Joe Gillis), ottimo nel brano Sunset Boulevard che apre il secondo atto, nel quale può dare sfpgo alla propria potenza, ma non sempre chiaramente intellegibile nei dialogati sui toni più bassi;

Gonzalo Montes (Max von Mayerling) semplicemente superlativo, il migliore in assoluto dell’intero cast, un timbro baritonale emozionante e perfettamente misurato, un interprete in grado di mettere in ombra anche quelli originali delle versioni di Broadway e Londra;

Inma Mira (Betty Schaefer) molto ben calata nel ruolo;

Alberto Feria (Cecil B.DeMille) per lui vale lo stesso commento a proposito di Gonzalo Montes,  peccato che il ruolo gli riservi solo due brevi spazi, ma nelle repliche potrà essere apprezzato anche nel ruolo di Max;

Flavio Gismondi (Artie Green) unico italiano del cast, ottimo nel ruolo e nelle repliche potrà essere apprezzato anche nel ruolo di Joe Gillis.

Meritano una menzione i canari Frank León, Daniel Molina, Robert Matchez,Angel Campos, Angel Silva,Tairuma Mendez, Mariela Córdoba, Ana Ascanio, Sary Astigarraga, Kimberly Perez y Zuleyma Medina, impegnati in ruoli minori, ma non per questo meno importanti.

Il tutto supportato da un’orchestra di 19 elementi spientemente diretta dal Mº Julio Awad.

Unica nota negativa la scarsa affluenza di pubblico, peraltro caloroso e più che soddisfatto, per uno spettacolo che meriterebbe sempre il tutto esaurito, ma ci sono ancora tre repliche disponibili per rimediare, il 2, 3 e 4 di gennaio e vi assicuro che ne vale la pena.

di Claudio Ramponi.