Arcipelago delle Canarie, record di annegamenti nel 2017

Un drammatico record, quello raggiunto dalle isole Canarie, nel numero di annegamenti durante l’anno 2017, pari a oltre 50 registrati fino a oggi, una cifra che le pone come la seconda comunità autonoma spagnola con più morti affogati dopo le Isole Baleari.

Il Gobierno a tal proposito ha comunicato che prima della fine dell’anno intende adottare un nuovo decreto per regolamentare la sicurezza nelle zone di balneazione delle isole, definite oggi come pericolose, e che ha già avviato lo sviluppo di uno studio nel quale, oltre a identificare le spiagge dove si sono registrati più incidenti, si stabiliscano misure di sorveglianze e di protezione necessarie all’eliminazione del drammatico fenomeno.

I numeri relativi agli annegamenti del 2017, anno ancora non concluso, superano quelli registrati nel 2016 e, precisa Nazareth Díaz, la direttrice generale di Seguridad y Emergencias, quelli occorsi durante gli incidenti stradali.

Insomma parrebbe che sulle isole si muoia più in mare che in strada.

I principali obiettivi della normativa sono, oltre a quello di ridurre drasticamente gli annegamenti, di rafforzare la legislazione statale vigente in materia ma datata 1972.

Analogamente, sottolinea la Díaz, si dovranno adottare misure per sensibilizzare la consapevolezza di cittadini e turisti, considerato che la maggior parte degli annegamenti è stato causato dall’imprudenza e dalla scarsa conoscenza delle correnti dei bagnanti.


Alcuni comuni come San Bartolomé de Tirajana, stanno elaborando ordinanze che prevedono sanzioni per coloro che fanno il bagno ignorando le indicazioni fornite dal personale delle spiagge, come l’esposizione della bandiera rossa.

Lo studio delle zone balneari di tutto l’Arcipelago, affidato a Gesplan, dovrà classificare le spiagge a seconda del potenziale rischio che presentano, evidenziando quelle aree in cui, a causa della pericolosità, sarà vietata la balneazione.

dalla Redazione