Canarie e Baleari fanalini di coda nelle rinnovabili in Spagna

Benché la strategia e gli intenti del Gobierno delle Canarie sia quello di aumentare il tasso di penetrazione delle energie rinnovabili nelle isole al 25% entro il 2020, oggi l’Arcipelago produce solo l’8% di energie pulite, davanti unicamente alle Baleari che ne producono il 5,6%.

A dispetto quindi di un impegno reale, per il quale è prevista l’apertura di 49 nuovi parchi eolici, le Canarie risultano molto lontane dagli obiettivi già raggiunti da altre comunità autonome spagnole come Castilla y Leon, con il 73,2% di rinnovabili generate, Navarra, con il 62,7%, Galizia, con il 57,1% e Aragón con il 54,5%.

I dati vengono alla luce dopo un recente incontro tra alcuni dirigenti di imprese energetiche, che hanno sollecitato la riunione al Gobierno per parlare della futura Ley del Cambio Climático y Transición Energética.

La legge, ancora in fase di consultazione, avrà per obiettivo quello di sostenere tutti gli sforzi necessari per raggiungere le modifiche da realizzarsi per adeguarsi ai cambiamenti climatici dovuti all’impiego di energie a combustibile.

Secondo il segretario di stato per l’Energia Daniel Navia, questo obiettivo significa la piena decarbonizzazione entro il 2050, limitare l’aumento della temperatura globale e sviluppare economie sostenibili per il clima e per l’ambiente, tutti argomenti contenuti nell’accordo di Parigi e in diversi pacchetti UE.

Per raggiungere questi standard fondamentali, uno dei settori di massimo rilievo è quello dell’energia, seguito dall’edilizia sia civile che pubblica, dall’industria attraverso le emissioni di sostanze inquinanti.


Tutte le attività legate all’energia, come lavorazione, trasformazione e consumo, rappresentano da sole l’80% delle emissioni di CO2 in tutto il mondo.

La Spagna in questi ultimi anni ha provveduto ad adottare le energie rinnovabili e approfittare delle peculiarità geofisiche del suo territorio, come sole, vento, paludi e mari, per produrre energia in modo pulito e sostenibile.

Nel corso degli ultimi dieci anni, l’utilizzo di rinnovabili per produrre elettricità è aumentata dal 19,1% nel 2005 al 36.9% nel 2015, stando ai dati forniti da Eurostat.

Per il 2016 le statistiche di Red Eléctrica Española mostrano un aumento del 38,9% di energia elettrica generata da rinnovabili, un risultato comunque ancora lontano da quelli raggiunti da Norvegia, 106,4%, Albania, 79,2% e Portogallo, 52,6%.

L’idea del Gobierno canario è che quando l’attuazione dei parchi eolici sarà completata, si potrà raggiungere quasi il 40%, vale a dire entro il 31 dicembre del 2018.

I risultati che si fanno attendere, precisa il ministro dell’Economia e dell’Industria Pedro Ortega, sono dovuti in parte a ostacoli che impediscono la penetrazione delle energie rinnovabili.