Caso Los Cristianos, il crollo

Caso Los Cristianos, gli abitanti avvisarono della pericolosità degli interventi effettuati dalla banca

A distanza di tempo il caso del tragico crollo di Los Cristianos si arricchisce di nuovi particolari e presunte responsabilità, come la notizia che gli abitanti avvisarono nel 2001 della pericolosità degli interventi di rifacimento effettuati dalla banca Banesto.

In particolare esisterebbe addirittura un accordo, adottato dai 17 membri della Comunidad de Proprietarios Julián José, durante un’assemblea ordinaria di agosto 2001 e nel quale si decise di citare in giudizio Banesto, qualora non avesse riparato i danni eventualmente procurati durante i lavori di ristrutturazione del piano terra.

In particolare nei verbali di assemblea si legge al quinto punto dell’ordine del giorno che l’amministratore avrebbe ricevuto una lettera formale da Banesto nella quale si annunciava l’inizio dei lavori all’edificio, in particolare lavori di restauro.

In realtà gli interventi effettuati riguardarono anche la facciata del palazzo, motivo per cui veniva approvata la facoltà dell’amministratore di chiedere eventuali danni procurati e il ripristino della facciata allo stato originario.

L’edificio Julián José crollò alle 9.31 del 14 di aprile 2016, causando la morte di sette dei suoi abitanti, tra i quali due italiani.


Le relazioni tecniche esistenti indicano che tra le cause del crollo vi sono la qualità piuttosto scadente del calcestruzzo utilizzato durante la costruzione dell’edificio e le modifiche apportate nei locali di Banesto che ne hanno compromesso la struttura e la stabilità.

Nella causa depositata alla Corte di Arona, un perito ha dichiarato che il pilastro B3 dell’edificio collassò alle 9.31 del 14 aprile del 2016, un pilastro evidentemente sovraccarico e che coincide perfettamente con il caveau di nuova realizzazione di Banesto, un bunker a tutti gli effetti che non appare in nessuno dei documenti presentati per la concessione edilizia all’Ayuntamiento.

Segno che non solo qualcuno non sapeva dell’esistenza di un particolare sovraccarico dato dalla camera blindata, ma che colui o coloro che dovevano informare chi di dovere, omisero di dichiarare la portata complessiva dell’intervento di ristrutturazione.

dalla Redazione