Repsol e il petrolio alle Canarie…

Repsol assicura che perforerà a 6000 metri nelle acque vicino a Fuerteventura, in cerca di idrocarburi dal momento che il primo intervento effettuato a 3500 metri non ha dato risultati positivi.

La ditta informa che dagli studi effettuati si propongono sei possibili posizioni per le indagini da realizzare: quattro di loro sarebbero a 3.500 metri di profondità e due invece a 6.000 metri.

In ogni caso un portavoce della Compagnia ha spiegato che se non viene trovato petrolio durante la prima perforazione, non rinunceranno ad altri sondaggi, nonostante ognuno di essi costi circa 150 milioni di euro, poichè Repsol non ha alcuna intenzione di fermarsi ai primi insuccessi.
D’altra parte, la compagnia petrolifera specifica che il regio decreto del governo che le ha concesso l’autorizzazione a determinare se vi sono giacimenti di idrocarburi nelle acque che circondano le isole, non fissa alcun limite di profondità relativamente alle operazioni che verranno eseguite.
Repsol ha anche insistito sul fatto che, nonostante le affermazioni di alcune istituzioni delle Canarie, la società ha fatto solo due sondaggi a circa 50 o 60 miglia dalle isole, una distanza che varia tra Lanzarote e Fuerteventura .
Essa ha anche stabilito che può utilizzare la tecnica della fratturazione idraulica (fracking), in quanto è tecnicamente ed economicamente fattibile.