Abuso di videogiochi, per l’OMS una malattia mentale

Disordine da videogiochi è la nuova malattia mentale inclusa dalla Organizzazione Mondiale della Sanità all’interno della undicesima versione della classifica internazionale delle malattie; gli esperti sottolineano che la patologia può colpire tra l’uno e il 10% della popolazione adulta in tutto il mondo, ma ulteriori dati riferiscono di una allarmante diffusione tra i minori dell’abuso dei videogiochi come riempitivo delle giornate.

Apparsi nella seconda metà degli anni 70, i videogiochi in realtà nascono nel 1950 all’interno delle facoltà universitarie americane come oggetto di ricerca scientifica; il vero boom lo si ha avuto in seguito, negli anni 90, quando i videogiochi sono diventati a tutti gli effetti un fenomeno culturale di massa.

In grado di attirare sia adulti che ragazzi grazie alle numerose varianti a disposizione, i videogiochi  negli Stati Uniti hanno superato nelle vendite i biglietti cinematografici grazie a rinnovate tecnologie che li hanno resi sempre più attraenti e intriganti.

Dal semplice passatempo alla dipendenza il passo è stato breve e il progresso tecnologico informatico unitamente alla creazione di scenari molto realistici, hanno reso il videogioco un elemento fondamentale nella vita di molte persone che hanno quindi sviluppato un vero e proprio disturbo a causa della quantità di ore passate a giocare.

Il disturbo è stato definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come un modello di comportamento caratterizzato da un ridotto controllo nell’utilizzo dei videogiochi, ai quali viene data una priorità elevata rispetto ad altre attività ludiche o quotidiane.

A livello fisico, il disturbo si presenta, oltre alla irresistibile necessità di continuare a giocare, con danni alla vista, disorientamento, perdita di vigore muscolare, fino ad arrivare a conseguenze mentali talvolta irrisolvibili come distacco dalla realtà e manie di persecuzione.


L’introduzione della patologia nella classifica delle malattie deriva da un lungo processo di studio cui hanno preso parte diversi esperti a partire dal 2005 e nel mese di giugno 2018 il suo ingresso come ICD-11 nella lista di nuove malattie riconosciute, sarà ufficiale.

La preoccupazione degli esperti è legata al numero di persone colpite da questa patologia che, per effetto di nuovi strumenti legati ai giochi come la realtà aumentata e speciali sensori da abbinare, sono destinati nel futuro ad aumentare.

di Ilaria Vitali