Carta di credito bloccata dalla banca. E ora?

Al momento del conto si estrae comodamente la carta di credito e sorpresa: la carta non solo non paga ma risulta bloccata.

Una situazione spiacevole, talvolta drammatica se ci si trova all’estero con quell’unica carta di credito, ma soprattutto imbarazzante se il blocco ha motivazioni diverse da presunti tentativi di clonazione.

La banca può infatti bloccare la carta di credito per i motivi più disparati, che vanno dal ritenere che vi sia un tentativo di clonazione in atto o alcune operazioni sospette, al congelamento per debiti o situazioni anomale del suo possessore.

In tutti i casi il disagio è dato dal fatto che molto spesso l’istituto di credito procede senza preavvisare il correntista, lasciandolo in balia di una cassa al supermercato, di una reception al check out dell’albergo delle vacanze e altre situazioni similari.

Le principali cause per cui un istituto di credito blocca improvvisamente la carta di credito sono legate ai debiti del correntista; se egli infatti risulta scoperto in banca, questa provvede con il blocco al fine di tutelare principalmente sé stessa e per evitare che la situazione del proprio cliente si aggravi oltre modo.

Quindi conto in rosso e sforamento di eventuale fido comportano l’immediato pignoramento del conto e il conseguente blocco di tutti gli strumenti di pagamento concessi al correntista, come bancomat e carte di credito.


Esiste poi il caso, frequente per lo più all’estero, per il quale la banca, ritenendo sospetto un pagamento o un ritiro presso un ATM dove si sono registrate clonazioni o frodi, procede al blocco; in questo caso il cliente non dovrà fare altro che contattare l’istituto di credito e cercare di risolvere la situazione.

Ma non è solo la banca a imporre l’inibizione di una carta di credito, molto spesso è il cliente che, avendola smarrita o avendone subito il furto, ne chiede il congelamento, che si regolarizza presentando una denuncia di smarrimento o furto da fare presso Polizia o Carabinieri.

Cosa accade però se ci si accorge troppo tardi di un furto o di una clonazione?

Il danno economico che ne deriva, di lieve o grave entità, può essere riparato con il rimborso delle somme irregolarmente sottratte ma solo dimostrando di aver subito una frode e di aver adempiuto con diligenza alla segnalazione di quanto accaduto.

Il criterio della diligenza è molto importante per la banca e si fonda sul presupposto che il cliente debba conservare con cura la propria carta, evitandone un uso improprio; la tempestività della segnalazione è un altro requisito fondamentale affinché la banca possa operare a tutela del cliente.

In poche parole, se il comportamento del correntista lascia a desiderare, le somme sottratte non verranno rimborsate.