Nonostante tutto… viva l’Italia!

Non concepisco coloro che, privi di amor di Patria, inneggino alle disgrazie più o meno accentuate del loro Paese, quasi come se volessero giustificare la loro incapacità a creare, rinnovare e ristrutturarne le storture di uno come tanti altri Paesi al mondo.

Non voglio andare indietro nel tempo per non essere tacciato di dietrologismo! Quanti americani abbiamo sopportato, nel periodo della crisi dell’auto, inneggiare a Detroit come la capitale mondiale dell’auto, là dove Mr. Lee Jacocca, italo americano doc aveva innescato la “bomba” dell’auto made in USA come il bisniss (voluto) of the world, dove ogni componente di un’auto diveniva “valore aggiunto” per l’economia che più tirava al mondo. Bene, anzi no, male… Detroit è fallita, avete capito bene, ha dichiarato fallimento, ha portato i propri libri sociali in Tribunale ammettendo la propria incapacità di gestire se stessa. Vedremo cosa innescherà questo meccanismo economico nell’ambito dell’industria americana.

Voliamo dall’altra parte del mondo: visitiamo la tanto sopravvalutata Cina, fonte di crescita economica a due zeri, invidiabile, certo, ma in cui queste due cifre cominciano ad incidere sui consumi interni, con costi in crescita ma soprattutto con la “nuova realtà della bolla immobiliare”, che ha già colpito il 70% dell’Europa ricca e opulenta, che pensava di poter dare un appartamento ad ogni giovane coppia desiderosa di appartarsi per avere rapporti sessuali.

In Cina non è ancora una realtà simile ma, guarda caso, i mutui per acquisto delle case sono letteralmente schizzati ai massimi storici, certo prima non se ne sapeva niente, per cui oggi il tanto è già troppo per l’assetto economico di una nazione che contava il maggior numero di biciclette come mezzo di trasporto privato personale. Potremmo dire dalle due ruote alle due stanze, ma il passo non è così corto, per cui molti lavoratori cinesi hanno ritrovato gli stessi problemi economici relativi all’acquisto della bicicletta, macroscopicizzati per l’acquisto di una “casa”, investimento tanto vituperato in questa vecchia Europa, ma tanto caro agli europei che, senza casa, si sentono molto “provvisori” ovunque!

Ebbene chi ne ha fatto le spese, in questa “povera” Europa, sono stati i Paesi del Sud, le cicale per eccellenza che hanno sfidato, per una volta ancora, le formiche dell’Europa del Nord, Europa tanto fredda  meteorologicamente quanto “umanamente” poco disponibile ed avvezza alle gioie della vita, peraltro a loro poco assimilabili!

Stendiamo un velo pietoso su quanto è accaduto e accade in Brasile, anch’esso in crescita percentuale incredibile, ma dedichiamo un momento di attenzione al nostro “stivale” tanto vituperato e vilipeso; sareste così coraggiosi da abbandonare ogni speranza di raddrizzare il nerbo di questo nostro Paese dandovi per vinti, guardandovi intorno per darlo in pasto al “peggior” offerente??? No non ci credo, dichiararsi degli sconfitti è sempre e comunque atteggiamento non consono allo spirito italiano!!!


(Marco Uzzo)