Si rispolvera il progetto del tunnel Güímar La Orotava

SBB; Vortrieb NEAT Basistunnel bei Sedrun, Graubuenden, Schweiz
SBB; tunneling NEAT base tunnel at Sedrun, Graubuenden, Switzerland (KEYSTONE/Robert Boesch)

Il sindaco di Güímar Carmen Luisa Castro rispolvera un vecchio progetto relativo alla costruzione di un tunnel che colleghi la cittadina a La Orotava, idea tanto amata dall’ex sindaco orotavense Isaac Valencia e fortemente osteggiato dal prestigioso geologo Telesforo Bravo, che lo definì assolutamente irrealizzabile a causa delle difficili condizioni del sottosuolo e della catena montuosa che separa i due comuni.

Nonostante la priorità, afferma la Castro, vada indubbiamente all’ampliamento delle due autostrade, l’idea di rivedere un collegamento su rotaia non è da escludere; già nel 1976 si parlò a lungo della società Agroman che aveva acquistato due grandi impianti di perforazione per realizzare il tunnel, anche se poi il progetto rimase nel cassetto fino al 2008, quando Ricardo Melchior decise di rispolverarlo.

Quella del tunnel è una tematica che da circa 5 o 6 anni è ritornata sui tavoli dell’amministrazione, come possibilità di collegare il nord con il sud dell’isola, senza chiudere l’anello insulare dell’autostrada.

A tal proposito si sono fatte proiezioni, studi approfonditi con la consulenza di una delle imprese con più esperienza nella costruzione di tunnel, così come sono stati invitati i migliori esperti in loco per analizzare da vicino la situazione.

Analogamente sono state condotte indagini accurate nel sottosuolo per verificare la presenza di falde acquifere e attività geotermica.

Al termine degli studi gli esperti tedeschi e quelli del Cabildo giunsero alla conclusione che il progetto, oltre ad essere realizzabile, presentava ottime possibilità di reddito.


Inizialmente si parlò di un tunnel lungo 12,5 km, a traiettoria rettilinea, ma ben presto si concordò su una maggiore lunghezza, 17,5 km, poiché l’esistenza di 1.700 km di gallerie avrebbe potuto rendere la realizzazione molto complessa e pericolosa.

In particolare per evitare crepe che avrebbero danneggiato la falda acquifera presente, si ipotizzò di realizzare un tunnel con diverse altezze ma questo avrebbe inciso pesantemente sui costi.

Melchior spiegò durante una conferenza stampa che, al di là delle evidenti difficoltà, un tunnel di questo tipo avrebbe permesso di percorrere il tratto Güímar-La Orotava in soli 5 minuti, a bordo di un treno senza conducente.

Gli ambientalisti si mostrarono subito contrari a questa soluzione, sottolineando che una infrastruttura attraverso una falda acquifera avrebbe rappresentato una vera e propria sfida contro la natura; ad appoggiare questa convinzione Telesforo Bravo, il quale suggerì che l’aumento di pressione all’interno del tunnel durante la sua realizzazione, avrebbe ridotto le prestazioni lavorative causando frane e distaccamenti e procrastinando la fine dei lavori ad oltre dieci anni, innescando così un significativo aumento del budget fino a più di 500milioni di euro.

Di contro i fautori del progetto esaltarono i miglioramenti nella qualità della vita di tutti i canari con una riduzione dei viaggi su strada, dei rumori e degli incidenti, oltre che una decongestione del nodo dell’area metropolitana.

A distanza di tempo la Castro rimette sul tavolo delle discussioni il progetto del tunnel, come soluzione contro gli ingorghi ormai inaccettabili e sottolineando che se al tempo di Melchior fosse stato dato il via ai lavori, oggi si potrebbe già godere di questa importante infrastruttura.

Ma il Cabildo, fermo sulle sue posizioni, ha reso noto che la priorità massima deve essere l’unione su strada, scartando a priori il progetto del tunnel che così, con ogni probabilità, ritornerà nel cassetto.

di Ilaria Vitali