Biglietto per entrare nelle chiese?

Sapevi che devi pagare un biglietto di ingresso per visitare le Chiese di San Cristobal de La Laguna?

San Cristobal de La Laguna, 144.000 abitanti sede della diocesi nivariense considerata la capitale culturale delle Isole Canarie, il cui centro storico presenta la Cattedrale della Laguna del XVI secolo, la Iglesia de la Concepcion ed il Real Santuario del Santisimo Cristo de la Laguna, Convento di Santa Catalina de Siena, dove è conservato il corpo incorrotto di Suor Maria de Leon conosciuta come “La Siervita” e Suor Maria de Jesus venerata per fenomeni miracolosi ed il Convento di Sant’Agostino.

La Laguna è stata spesso soprannominata “La Firenze delle Isole Canarie” per il gran numero delle Chiese e Conventi presenti in città. Per la sua storia, per la conservazione dei suoi beni culturali è sta insignita dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità in Spagna.

Dopo aver appreso tali descrizioni ed essendo italiano devoto di Santa Caterina da Siena mi sono incamminato per entrare nella Iglesia de La Concepcion il cui portone di ingresso era semisbarrato da un bancone e, per accedere, dovevi acquistare il biglietto di ingresso così come per le altre Chiese del luogo, però ti accordavano una facilitazione, il biglietto cumulativo per tutte le Chiese costava solo sette euro…

Sorpreso dell’inattesa richiesta mi sono chiesto dove e perché vige l’obbligo del biglietto di ingresso per un luogo di culto, di preghiera e così mi è venuto in mente quel tratto del Vangelo in cui Gesù venuto in una Sinagoga vi trovò commercianti a vendere i loro prodotti che scacciò indignato redarguendoli alacremente, dicendo loro che quello era un luogo di raccoglimento, di meditazione e di raduno, e non di speculazione dove ci si recava per la contemplazione, l’implorazione e la supplica.

Fanno riflettere queste scelte della Curia che allargano, ancora di più, il baratro tra “el pueblo” ed il Clero che sempre più dimostra attaccamento ai beni materiali e non a quelli spirituali, mistici e religiosi. Papa Francesco  instancabilmente pronuncia parole di amore, umiltà e povertà di intenti della Chiesa Cattolica che, a maggior ragione, in questa sede rappresenta con forza la Cristianità conducendola verso il trasporto e lo splendore “del Signore”.


Giovanni Argenziano