Il Consigliere per l’Ambiente del Cabildo di Tenerife, José Antonio Valbuena, ha recentemente annunciato l’adozione di speciali trappole che i pastori dovranno utilizzare al fine di catturare esemplari di capre selvatiche il cui aumento numerico è destinato a produrre seri danni ambientali al naturale ecosistema.

In particolare la presenza di questi animali nelle aree naturali di buona parte delle isole Canarie è un tema da anni molto dibattuto per gli ovvi impatti negativi che comporta; nel caso della sola isola di Tenerife, le zone più colpite dal fenomeno sono i parchi rurali di Anaga e Teno, dove si stima che vi possano essere 150 capi di bestiame.

Al fine di risolvere il problema, il Cabildo di Tenerife, in coordinamento con i comuni di entrambi gli spazi naturali, sta predisponendo una serie di trappole che permetteranno la cattura delle capre selvatiche, un’azione che rientra nel piano operativo messo a punto già nel 2017 con lo scopo di combattere le specie invasive sull’isola, sia vegetali che animali, e ridurre quindi i danni da deterioramento delle zone dove sono presenti.

Nelle prossime settimane verranno istituiti degli speciali bandi municipali affinché i pastori presunti proprietari degli animali possano essere in grado di catturarli e di recuperarli dallo stato brado, con l’ausilio di trappole da utilizzarsi in assoluta autonomia nei mesi di febbraio e marzo.

Nel caso le trappole non dovessero funzionare al raggiungimento dello scopo per il quale sono state introdotte, afferma Valbuena, si passerà a un metodo più drastico come la caccia.

Il Gobierno de Canarias, va precisato, è già al lavoro per modificare la legge venatoria in vigore sulle isole, al fine di consentire l’uccisione di capi di bestiame selvatici.


Valbuena ha sottolineato la necessità di queste azioni concrete per fermare il danno procurato dagli animali in aree di grande valore naturalistico che, nel caso di Anaga, ha già messo a rischio di estinzione alcune delle specie vegetali presenti.

E se per Anage e Teno è stata decisa una linea più soft con l’utilizzo delle trappole, nel Parque Nazionale del Teide sono già operative squadre di cacciatori autorizzati e con uscite in loco programmate dall’istituzione insulare.

A completamento di trappole e cacciatori, è in corso uno studio per l’utilizzo di droni al fine di monitorare la popolazione di mufloni nell’area e di quantificarne la presenza.

Franco Leonardi