Foto da eldia.es

L’anno scorso, ci sono state 1,91 milioni di collisioni tra i veicoli, il numero più elevato dal 2010, che ha fatto sì che gli incidenti lievi abbiano raggiunto il livello più alto degli ultimi sette anni.

Ogni anno, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi 40 milioni di persone restano ferite in incidenti stradali in tutto il mondo.

Tra gli incidenti più comuni rilevati negli ultimi anni vi sono quelli derivanti da distrazioni causate dall’uso di dispositivi tecnologici durante la guida!

Gli incidenti stradali lievi sono tipici del traffico urbano e il loro numero riflette la situazione economica di un paese. In tempi di boom, si verificano più collisioni perché ci sono più veicoli sulle strade. In anni di crisi, è vero il contrario: gli incidenti diminuiscono. Il minimo impatto in Spagna si è registrato nel 2013 e da allora hanno continuato a crescere.

Nel 2017 in tutta la Spagna si sono registrati 1,91 milioni di incidenti stradali minori, con un incremento del 3,14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ed è il numero più elevato di incidenti stradali senza feriti registrato dal 2010. Se analizziamo la geografia spagnola, le comunità autonome più popolate sono quelle che rilevano il maggior numero di incidenti in termini assoluti, cosa naturale e del tutto logica dato il loro maggior volume di popolazione e, quindi, di veicoli.

Gli incidenti lievi variano anche in base al periodo dell’anno e ai giorni della settimana. I periodi di vacanza presentano meno incidenti perché questi sono tipici del traffico urbano e questo diventa meno denso durante i periodi di riposo. In questo senso, agosto è stato il mese più tranquillo dell’anno con 138.137 incidenti e venerdì è il giorno della settimana peggiore nelle città.


Sicuramente l’esagerato aumento di popolazione a Tenerife degli ultimi 24 mesi, unitamente al boom della vendita di autoveicoli nuovi e usati, si riflette nelle mostruose code quotidiane sia al sud che negli accessi alla capitale.

Beati carrozzieri e meccanici, anche le due ruote stanno vedendo un boom troppo a lungo ritardato.

Franco Leonardi