Foto di Cristiano Collina

Alicia Vanoostende, ministro del turismo insulare di La Palma, è intervenuta recentemente in maniera ufficiale per spiegare gli attuali numeri relativi al turismo dell’isola, sottolineando che il bilancio ne sottolinea non solo l’incremento ma l’impatto positivo sul settore che oggi, alla luce di quanto raggiunto, ritiene La Palma una meta su cui riporre fiducia per il futuro.

Nonostante alcuni disaccordi riguardo alle politiche di promozione da parte del Cabildo, la Vanoostende difende le strategie adottate che permetteranno la preparazione della partecipazione dell’isola alla grande kermesse internazionale del Fitur, dove verrà fatta una presentazione ufficiale ai potenziali investitori precisando che La Palma è pronta per scommesse di creazione di nuovi hotel, una sfida che le consentirà di crescere ulteriormente a livello turistico.

Il 2017 si è chiuso con numeri di gran lunga superiori a quelli degli scorsi anni e presto verrà superato anche il record dei passeggeri dell’aeroporto; questi risultati derivano da un impegno intenso e dalla maggiore responsabilità assunta nel servizio turistico dal Cabildo che non si limita alla promozione.

Pur avendo registrato un calo di turisti tedeschi per effetto di una cancellazione di un operativo con Berlino, nella fine del 2017 i dati hanno subito una considerevole ripresa e a partire da ottobre si è ottenuto un aumento del 22% dei turisti internazionali e nazionali.

Riguardo invece al fatto che l’aumento possa essere stato provocato dall’immissione di tariffe scontate per i residenti e che dalle statistiche di Aena non è possibile distinguere tra turisti e residenti, la Vanoostende afferma che in ogni caso la tendenza è al rialzo, le strutture ricettive hanno aumentato le proprie occupazioni e che in questo senso si è di fronte alle basi per una futura crescita turistica di livello.

Ma oltre all’impegno profuso nella promozione, i fattori determinanti sono stati la posizione di forza dell’Arcipelago in generale di fronte a quelle destinazioni come il Nord Africa interessate da problemi di sicurezza, così come il miglioramento della connettività aeroportuale con l’Europa, sia in termini di aumento di numero dei voli che in abbassamento dei prezzi dei biglietti.


La Palma è ancora una piccola destinazione rispetto alle sorelle, ma caratterizzata da forte ottimismo; l’isola è passata dall’avere una occupazione media del 40% relativa ai passati 4 anni, ad una dell’80% registrata nel 2017.

E al crescere dei numeri dei turisti, sembrano aumentare anche le richieste di investimento sull’isola sia da parte di realtà locali che internazionali.

I progetti alberghieri sono in realtà ancora un’ipotesi ma, come precisa il Ministro, questo è un percorso graduale che inizia intanto con il miglioramento delle strutture esistenti, prosegue con l’acquisto di strutture già attive da parte di terzi e dovrà poi esprimersi con l’investimento in nuove strutture, la fase più complessa.

Del resto è un po’ quello che è accaduto sulle altre isole dell’Arcipelago ed è con ottimismo che si osserva l’arrivo delle prime richieste d’interesse da parte d’imprenditori del settore.

La tipologia del turismo di La Palma si può definire come una realtà piuttosto sfaccettata, composta da visitatori locali, turisti stranieri che spesso eleggono l’isola come meta dove tornare l’anno successivo e visitatori facenti parte di una nicchia a sé stante, dove le peculiarità attrattive predominanti non sono sole e mare, bensì elementi come la natura, la gastronomia tipica, l’astro turismo e il turismo attivo.

Se è vero che esistono mete come Tunisia, Turchia o Fuerteventura con le quali diventa difficile competere, è pur vero che La Palma compete con prezzi ancora piuttosto contenuti a fronte di un’elevata qualità dei servizi.

Sul discorso prezzi si è passati da circa 40 euro per pernottamento a 47 euro nell’ultimo anno, segnale che anche la stagnazione tariffaria cui era soggetta l’isola si sta finalmente muovendo.

Il costo della gestione delle infrastrutture è aumentato mentre i prezzi sono stati mantenuti intoccati, una situazione che deve essere risolta al fine di creare un giusto equilibrio tra offerta e domanda, in modo che la prima sia sempre appetibile ma non così esosa da far crollare la seconda.

I nordici, stando ai dati presentati, hanno fatto in un certo senso la differenza con una media di 20.000 turisti in più per ogni stagione provenienti dai paesi scandinavi, un fatto che si spera si possa consolidare in virtù di nuove negoziazioni con i tour operator coinvolti.

Del resto le strategie per attirare più turisti sono risultate accurate e in molti casi efficaci, come l’invio di materiale promozionale a coloro che hanno trascorso le proprie vacanze a Madeira.

Quest’azione, che ha generato numerose polemiche nel settore, è stata in realtà condotta in collaborazione con CIT Tedote e con alcuni punti di riferimento in Germania, una partnership che ha significato impegno, confronto e scambio di dati nel pieno rispetto della professionalità.

Una delle carenze maggiori del turismo di La Palma è infatti la comunicazione e quindi la promozione della meta all’estero e il lavoro svolto con agenzie del settore estere ha finito per colmare una lacuna inaccettabile nel mondo della promozione turistica.

Attualmente La Palma ha in corso collaborazioni con la Germania, il Belgio, il Regno Unito, la Svizzera, l’Austria, l’Irlanda, la Francia e l’Olanda.

L’immagine che deve uscire deve essere di forza e di ottimismo; per fare un esempio la recente crisi che ha colpito la compagnia aerea Niki, secondo i media pare abbia interessato solo La Palma, quando in realtà è l’isola che meno ha riscontrato cali per effetto del fallimento della compagnia.

Un grave problema è la politicizzazione del turismo, dove opportunismo e interessi che esulano dal far crescere un paese prevalgono; non è possibile rendere pubblico un momento di stallo o di crisi e ignorare poi la sua ripresa, questo riferito ad esempio ai media.

Tra le sfide future la Vanoostende indica l’introduzione nei pacchetti turistici della scoperta dei rifugi di montagna, come la grotta di Las Palomas, El Tendal, el Roque, tutti luoghi per i quali si richiede una gestione pubblica, seguendo l’efficace modello di Lanzarote.

Cristiano Collina