Soldi nel materasso? Va bene, ma tenetene solo una piccola parte

Metto i soldi nel materasso? Non è una domanda provocatoria, è una domanda vera che mi sento fare da almeno un paio di anni. Quale la risposta? Provo a rispondere, cercando di non peccare di sintesi ed evitando “implicazioni penali” per me . Se la risposta non dovesse piacervi, ricordatevi che la perfezione non è di questo mondo, e tanto meno dell’economia.

Bisogna innanzitutto sapere che ciò a cui abbiamo assistito, negli ultimi 70 anni, è un continuo svilimento del denaro. Significa che sono state tolte, per esempio, le riserve auree (l’oro). A fronte  del denaro non c’è nulla, nessun valore,  solo la fiducia (o l’obbligo) di chi lo utilizza. E già questa è una brutta notizia. Inoltre di denaro ne è stato stampato a profusione. Negli ultimi cinque anni, in alcuni paesi, è stato addirittura triplicato il volume del denaro in circolo, rispetto a tutto quello che era stato emesso fino ad allora. Questo comporta, al di là di quello che possa pensare qualche ingenuo economista, una perdita del potere d’acquisto del denaro stesso. Se avessi tenuto in tasca 1.000$ negli ultimi 70 anni,  invece di comprarmi una casa oggi potrei permettermi al massimo un motorino. Ed è così più o meno in tutto il mondo. Quindi il primo dato è che il denaro, nel materasso o nel c/c, perde costantemente di valore.

Rispetto al materasso la banca potrebbe concedervi un interesse, e questo mitigherebbe almeno in parte, la perdita costante di valore. Ma questa piccola remunerazione è a fronte di un rischio: il fallimento della banca. Anche se può sembrare un evento remoto, il rischio c’è. Altrimenti non si capisce perché i 27 ministri dell’Eurozona abbiano preso accordi sulla procedura da utilizzare in questi casi. E l’accordo è che sopra i 100.000 € i depositi sono a rischio, in quanto non sono soldi in deposito, ma in realtà sono veri e propri prestiti che il cliente fa alla banca. E sotto i 100.000 € garantisce lo Stato, ammesso che sia solvibile. Inoltre sul c/c i soldi possono sempre essere tassati con una patrimoniale. Per tutto questo Cipro insegna.

E’ pazzo quindi chi mette i soldi sotto al materasso? Assolutamente no, è una persona giustamente preoccupata della situazione. Gli svantaggi del materasso sono però il rischio di furto, e la maggior difficoltà nel poter spendere il contante, anche se di lecita provenienza. Quindi in estrema sintesi il denaro perde costantemente valore, la banca può fallire, lo Stato se ne può approfittare e nel materasso può essere rubato.

La soluzione? Né usare la banca né il materasso. La soluzione è saperli investire. Da quando il denaro viene continuamente inflazionato è d’obbligo per il cittadino moderno saper come “far lavorare” il proprio denaro. Perché la funzione originaria della “riserva di valore” non c’è più. Ovvero con questo tipo di denaro il risparmio, sotto forma di liquidità, non è più possibile. La maggior parte del nostro risparmio deve essere attivamente impiegato per farlo fruttare. Nel materasso deve rimanere l’indispensabile per le spese correnti, ma per quella funzione va bene anche la banca.

Il mio consiglio è quello di scegliere una buona banca, non troppo grande, per la quale siate una persona e non un numero, poco indebitata e con una bassa esposizione in prodotti finanziari complessi. La classica banca che raccoglie il risparmio sul territorio e finanzia le imprese. E poi, perché no, una piccola parte la si può mettere anche nel materasso, non si sa mai! Ma la maggior parte del risparmio bisogna saperlo far fruttare e non è cosa facile, ma di questo parleremo un altra volta. Nel frattempo però un suggerimento: non accettate consigli da chi non è in grado di produrre ricchezza! Anche se state parlando con una persona distinta, e in giacca e cravatta, chiedetevi: è ricco e sta condividendo con me un’informazione o vuole solo vendermi qualcosa?


*In collaborazione con http://www.robertogorini.com

(www.lindipendenza.com)