Ad affermarlo con decisione è l’assessore al Turismo Dimpe Melwani che, presentando alcuni dati a supporto, sottolinea che è giunto il momento di smentire la diceria che Puerto vive su un turismo anziano, un pregiudizio ormai superato.

Puerto ha chiuso il 2017 consolidando il suo recupero come destinazione turistica d’eccellenza e il numero di giovani che hanno visitato la città o vi hanno soggiornato è notevolmente aumentato.

Per la precisione, l’età media del turista che nel corso dell’anno ha goduto delle bellezze di Puerto è di 47 anni, benché, come dice l’assessore Melwani, se si intende incrementare ulteriormente il mercato dei giovani, siano ancora necessari alcuni servizi al momento carenti.

Migliorare la vita notturna, spiega, non significa promuovere l’apertura di locali notturni, bensì significa favorire un ambiente piacevole fatto di musica dal vivo, tavolini all’aperto per mangiare o bere un drink e garantire un’atmosfera tranquilla ma vitale, apprezzata dal turismo giovane e da quello anziano.

Per anni, afferma l’assessore, è stata perseguita una strategia sbagliata nella quale di Puerto venivano promossi solo il mare e le spiagge ma, al di là del fatto che la località consente di fare il bagno pressoché durante tutto l’anno grazie al clima eccellente, il suo vero potenziale è rappresentato da altro.

I turisti che arrivano a Puerto rimangono piacevolmente sorpresi dall’autenticità del luogo e dalla speciale sintonia che si crea con la natura e l’ambiente, oltre che dagli scorci storici della cittadina e dagli aspetti culturali di cui è permeata.


Anche la modalità all inclusive molto in voga al sud, precisa, non si sposa con il tipo di turismo che si può vivere a Puerto, dove il visitatore preferisce fare colazione in albergo e poi uscire e immergersi nel contesto cittadino, pranzando in ristoranti tipici e rientrando la sera; del resto Puerto è il punto di Tenerife da dove si effettua il maggior numero di escursioni.

La corretta strategia dovrebbe quindi puntare sull’incremento di alloggi famigliari, in modo che sia data ampia libertà di movimento ai visitatori che, nel corso degli ultimi 5 anni, sono esponenzialmente cresciuti.

Il Cabildo di Tenerife ha ipotizzato la chiusura del 2017 con un totale di 930.000 turisti, oltre il 6% in più di quelli registrati l’anno precedente; attualmente Puerto ospita il 16,5% del totale dei visitatori che arrivano a Tenerife, quando solo 5 anni addietro la percentuale era del 14%.

Il turismo anziano, protagonista di un’epoca ormai superata, ha quindi lasciato ampio spazio a giovani che provengono per lo più dal Regno Unito, dalla Francia, dall’Italia, Olanda, Belgio, Finlandia, Svezia, Danimarca e Norvegia, tutti paesi che hanno mostrato un aumento di interesse in Puerto de la Cruz superando i dati delle altre mete dell’isola.

Beatrice V. Dini