foto da www.facebook.com/bodegasubmarinadecanarias

Si chiama Bodega Submarina de Canarias, si trova nelle acque di fronte ad Arico e rappresenta un’autentica innovazione per la produzione del vino.

Iniziato come progetto circa tre anni fa, ora il primo impianto modulare sommerso permanente per il controllo e l’invecchiamento del vino inizia a dare i suoi primi, soddisfacenti risultati.

Come sottolinea Roberto González, il direttore di questa straordinaria realtà che coniuga enologia e mare, i clienti sono in decisa crescita e molti dei vini provenienti dalle peculiari stazioni di invecchiamento sono presenti nei migliori ristoranti dell’isola.

Bodega Submarina de Canarias ha cominciato la sua scommessa lavorando con cinque aziende, Ferrera, Reveron, Presa Ocampo, Rebusco e Prodiflora, per poi arrivare ad 11 realtà che hanno aderito con entusiasmo al progetto, tra cui ultime in ordine di arrivo Monje e La Grieta di Lanzarote e Hermanos Mesa di Güímar.

Attualmente l’impianto sommerso per l’invecchiamento del vino di González è il primo in assoluto nell’Arcipelago e vanta la più grande lista di vini sottomarini del mondo, cosa che ha iniziato a suscitare enorme interesse tra player tedeschi, russi e asiatici che, noncuranti dei costi del prodotto e del suo trasporto, acquistano il primo vino che proviene dagli abissi.

Bodega Submarina de Canarias è in grado di contenere 5.000 bottiglie in un solo modulo a 18 metri di profondità delle acque che si trovano a circa 200 metri dalla costa del Porís de Abona, nel sud di Tenerife.


Il modulo, costituito da cemento e acciaio e del peso di 14 tonnellate, ospita diverse cavità sottoposte a particolari condizioni di luce, umidità, temperatura e pressione ottimali per favorire l’invecchiamento del vino; due grandi griglie sui lati della struttura consentono alle correnti del mare di mantenere la temperatura uniforme, creando un particolare ecosistema.

Più lungo è il periodo di permanenza del vino, maggiore sarà il miglioramento dello stesso; generalmente il tempo medio di immersione varia dai tre mesi ad un anno, a seconda del tipo di vino, ma almeno una volta al mese le bottiglie vengono estratte per controllarne il grado di invecchiamento.

Trinidad Fumero, responsabile della qualità di Bodega Submarina, precisa che l’invecchiamento in mare è molto più veloce che sulla terra, in particolare il vino rosso diventa più morbido e il bianco acquisisce un bouquet di aromi molto fruttati.

In poche parole se sulla superficie il vino impiega sei mesi a diventare un ottimo prodotto, nel modulo sottomarino ne impiega solo tre.

Ovviamente le procedure di immersione sono complesse e delicate e vengono svolte grazie a una speciale gru che lascia le ceste con le bottiglie in fondo al molo, dove vengono applicati dei palloni aerostatici che lentamente trascinano al largo e poi sul fondo il prezioso contenuto.

E sul fondo del mare i cestelli vengono inseriti nel modulo, dietro a pesanti porte di acciaio.

Piena approvazione arriva anche dagli esperti, che affermano che l’ambiente marino è in grado di aumentare gli aromi e di dare maggiore complessità strutturale ai vini che, in bocca, risultano più freschi e fruttati.

Bina Bianchini