Nell’ambito di un progetto ambientale lanciato dal Cabildo insular e per il quale sono stati investiti quasi 3 milioni di euro tra il 2017 e il 2018, sono state rimosse oltre 240 tonnellate di specie invasive che minacciavano l’ecosistema autoctono protetto di diverse aree di Tenerife.

Le operazioni di rimozione di specie invasive come la Pennisetum, volgarmente nota come coda di gatto, sono iniziate nel mese di giugno dello scorso anno, principalmente nei parchi rurali di Anaga e Teno per una superficie complessiva di 25 ettari; oltre alla ingente somma di denaro stanziata, il Cabildo ha messo a disposizione 200 persone regolarmente assunte che hanno preso parte alle operazioni, creando pertanto un’opportunità lavorativa non indifferente.

L’iniziativa, che fa parte di un progetto più vasto che include non solo la flora ma anche la fauna, dovrebbe prevedere l’assunzione di nuovo personale in modo da ampliare il raggio di azione, monitorare le aree già ripulite e provvedere al ripristino, dove necessario, delle piante autoctone.

Il ministro insulare dell’Ambiente José Antonio Valbuena ha sottolineato l’importanza di raggiungere nel corso di quest’anno ulteriori accordi con i diversi comuni coinvolti, in modo che le singole amministrazioni possano operare liberamente nei territori di loro pertinenza.

Il problema delle specie invasive che minacciano l’ecosistema di Tenerife, oltre a non essere nuovo, sta riscontrando un incremento significativo a danno soprattutto di aree protette, come quelle dei parchi e dove è più che mai fondamentale tutelare l’ambiente, patrimonio di tutta la cittadinanza.

dalla Redazione