Il miglioramento della situazione politica riapre le porte del paese al turismo: l’Egitto minaccia l’Arcipelago?

Il presidente del Cabildo di Tenerife Carlos Alonso ha informato, nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme al ministro del Turismo Alberto Bernabé, che la nuova situazione politica in Egitto rischia di far perdere all’Arcipelago il 4,8% del flusso turistico estivo del 2018.

Il miglioramento di paesi concorrenti del Mediterraneo come Turchia, Egitto e Tunisia, che lo scorso anno sono riusciti a recuperare circa 10 milioni di visitatori, avrà un impatto negativo sulle principali mete dell’Arcipelago, nello specifico su Tenerife.

La conferenza stampa, che aveva lo scopo di fare il punto della situazione sull’attività turistica dell’isola, ha avuto come tema principale la probabile minaccia rappresentata da paesi che, ristabilitisi e quindi più sicuri per i visitatori, provocheranno una riorganizzazione delle offerte turistiche, con conseguenze non solo sull’economia ma anche sull’occupazione.

Una possibile soluzione, ha suggerito Alonso, è di aumentare la connettività delle isole in generale, considerando che il costo del biglietto e l’offerta dei voli rappresentano il vero motivo di un possibile cambiamento di scelta di destinazione da parte di un turista che spende molto per alloggiare in hotel di classe elevata e che compensa con un minor costo e una migliore offerta di spostamento.

Del resto, ha sottolineato Bernabé, gran parte del successo turistico di Tenerife, che ha chiuso il 2017 con la cifra record di 5,7 milioni di turisti e con un introito di circa 4.305 milioni di euro, è derivato proprio dal miglioramento della connettività aerea.


dalla Redazione