Nessuna ci pensa, quando arriva alle Canarie e si gode delle naturali bellezze delle isole, eppure in questo angolo di paradiso sono stati segnalati ben 393 scarichi in mare, 277 dei quali senza alcuna autorizzazione.

L’argomento dei punti di scarico nelle acque cristalline dell’Arcipelago è da tempo all’oggetto di amministrazioni, opinione pubblica, media e perfino dell’Unione Europea, che ha già provveduto a sanzionarne diversi come quello della Valle di Güímar o quello dell’area di Valle de Guerra.

In una dichiarazione del ministero delle Politiche Territoriali, della Sostenibilità e della Sicurezza, è stato reso noto che il censimento finale degli scarichi dalla terra al mare delle Canarie, disponibile sul sito del ministero già dal 22 dicembre del 2017, evidenzia tutte le località georeferenziate al centro del mirino IDE Canarias della impresa pubblica Grafcan, nella sezione della Qualità Ambientale.

Stando ai dati del censimento, gli scarichi in mare delle Canarie sono localizzati in numero di 204 nella sola provincia di Santa Cruz de Tenerife e 189 a Las Palmas, e se sul totale l’87% risulta essere in funzione, riguardo al restante inattivo il Ministero precisa che eventuali sversamenti potrebbero verificarsi proprio in quegli impianti abbandonati e per i quali nessuna misura cautelativa é stata adottata.

Dei 393 scarichi si precisa inoltre che solo 116 posseggono una valida autorizzazione, mentre per i  277 che ne sono privi si presentano situazioni amministrative diverse, come l’imminente ottenimento dell’autorizzazione per 39 di essi e il possesso di autorizzazioni scadute per 17; i restanti, che corrispondono al 56,23% del totale, sono privi di autorizzazione perché mai richiesta o perché negata o addirittura sospesa per violazione delle normative.

Considerando invece la tipologia, lo scarico più comune riguarda quello delle acque reflue urbane, seguito da quelli delle acque delle piscine e dalle acque saline, queste ultime provenienti dagli impianti di desalinizzazione.


Dalle relazioni che accompagnano i dati del censimento, emerge inoltre che il 54,45% degli scarichi funziona regolarmente, mentre un 42,75% entra in attività per emergenza o per fenomeni atmosferici, come in caso di abbondante pioggia.

Il Ministro Nieves Lady Barreto ha sottolineato l’importanza di conoscere la reale situazione degli scarichi delle isole al fine di organizzare un più efficace lavoro di ispezione e di eventuale sanzione.

Già lo scorso dicembre il ministero aveva presentato ai comuni di Tenerife, La Gomera e El Hierro una guida esplicativa elaborata dal Servicio de Contaminación de las Aguas per agevolare il trattamento delle richieste di autorizzazione di scarico e per garantire la corretta presentazione della documentazione necessaria.

La guida è stata poi presentata nel mese di gennaio alle amministrazioni di Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura e La Palma.

Il ministero ha quindi avviato il processo di elaborazione del futuro decreto che regolerà gli scarichi da terra al mare con l’apertura della fase di consultazione preliminare; attraverso infatti il sito www.canariasparticipa.com, i cittadini e le organizzazioni hanno potuto consultare fino al 19 di gennaio le informazioni riguardo all’iniziativa legislativa, con la possibilità di portare osservazioni o proposte pertinenti.

Il progetto di decreto mira a regolare gli aspetti necessari per ottenere un’applicazione adeguata dei regolamenti statali in termini di scarichi, una normativa statale risalente al 1993 e ormai divenuta obsoleta in quanto elaborata prima dei progressi tecnici e scientifici che si sono verificati nella conoscenza dell’ambiente marino.

Con l’ottenimento di una regolamentazione regionale, sarà possibile inserire anche gli aspetti più rappresentativi delle specifiche condizioni dell’ambiente marino canario, con possibilità quindi di offrire le soluzioni più adatte a quel tipo di situazione.