Con il 38% degli 1,2 milioni di turisti che hanno visitato le Canarie e hanno scelto la modalità degli affitti vacanzieri, Tenerife guida la classifica dell’alternativa per soggiornare nell’Arcipelago al di fuori delle tradizionali strutture ricettive.

Nonostante il ministero del Turismo affermi che nelle isole non si possa parlare di boom degli affitti vacanzieri, essendone scesa la percentuale complessiva da 10 registrata nel 2015 a 8% nel 2016, quella relativa alla sola isola di Tenerife pari al 38% ha suscitato non poco interesse nel portavoce di NC Román Rodríguez che ha affermato che con siffatti dati, la mancanza di una corretta regolamentazione procurerà un collasso delle strade dell’isola, ben oltre le previsioni di traffico approntate fino ad oggi.

La convocazione delle parti di governo sulla tematica degli affitti vacanzieri, se da un lato ha evidenziato la comune volontà di regolamentare il settore, dall’altro ha evidenziato spaccature ideologiche nell’affrontare la tematica.

Il PP ad esempio spinge per una liberalizzazione controllata degli affitti vacanzieri che permetta di estendere i benefici derivanti dal turismo anche alla popolazione canaria, mentre Podemos aspira a una situazione similare vincolata però dal numero prestabilito di alloggi.

CC, PSOE e NC esprimono invece cautela soprattutto nelle zone turistiche e cercano di conciliare tutti gli interessi delle realtà coinvolte.

In particolare Astrid Pérez del PP ha ammesso la propria frustrazione per la mancanza di progressi negli ultimi 3 anni e censura aspramente il CC per il suo tentativo di voler perseguire ancora il modello anacronistico dell’all inclusive.


NC difende invece la tassa di soggiorno e si mostra favorevole a una formazione altamente qualificata che possa creare impieghi dignitosi legati al comparto del turismo.

Il ministro ha sottolineato che al momento attuale vi sono 30.000 abitazioni adibite ad affitti vacanzieri, molte delle quali irregolari e i cui proprietari non adempiono al pagamento delle dovute tasse.

Insomma parrebbe che il florido settore del turismo dell’Arcipelago si trovi di fronte a un bivio piuttosto complesso, quello della concessione degli affitti vacanzieri, della loro regolamentazione e della loro, importante, coesistenza con le strutture ricettive tradizionali dei grandi alberghi e resort.

dalla Redazione