Asso pigliatutto

Il termine asso deriva dal latino As – Assis, l’omonima unità monetaria ed entra nella nostra lingua solo nel secolo XIV. In molti giochi moderni rappresenta la carta più alta, mentre in quelli antichi normalmente era l’inferiore; come e perché questo accadde è un mistero, sappiamo però che l’inversione risale al 17° secolo, quando spesso in molti giochi si amava sovvertire l’ordine della capacità di presa secondo quella che veniva chiamata la regola della Casa. Certo è che dopo la Rivoluzione Francese l’Asso divenne la carta predominante in quasi tutti i giochi continentali. Nei giochi di RAMINO, come in molti SOLITARI, gli Assi sono spesso ambivalenti, possono stare sia alla testa d’una sequenza (dopo il Re), sia all’inizio (prima del Due). Nel TRESSETTE gli Assi assumono il nome di Spizzichi o Stilli. In inglese l’Asso si chiama Ace, ma anche Bullet (pallottola). Nelle carte internazionali è riconoscibile dall’indice A (in quelle scandinave E), in quelle estoni Ä, mentre in quelle francesi e lettoni l’indice è 1. Un curioso, ma diffuso, utilizzo degli Assi fu quello bellico. A partire dalla Grande Guerra in Francia molti Reggimenti Carri decorarono le torrette dei loro mezzi con un Asso, il cui colore cambiava in funzione della singola compagnia. Ma è sulla carlinga degli aerei ove questa figura venne maggiormente rappresentata. Ricordiamo quello di Cuori (rosso) del Phonix D II che apparteneva al feldwebel Sàndor Kaszka (Austria Ungheria) o quello della 76a squadriglia italiana.

Esistono molti modi di dire legati a questa carta: Avere un Asso nella manica: che è modo di alludere alla tranquillità di chi ha una risorsa nascosta non sospettabile dall’avversario; in inglese la frase si traduce: to have a Ace in the hole (nel buco, nella tana, nella manica). Essere un Asso: ovvero primeggiare, come l’Asso primeggia su tutte le carte del suo seme.

In Francia si usa dire, per indicare una persona molto ricca: Plein aux As. Nel linguaggio familiare poi: Passer a l’As vuol dire fare sparire qualche cosa, con evidente allusione al gioco che noi chiamiamo ASSO PIGLIATUTTO. Dalla considerazione che, a SCOPA, è assai pericoloso calare gli Assi, in Toscana s’usa dire: Gli Assi ‘un son da calassi, oppure con maggior colore: Assi e mutande non si calano mai. La frase Piantare in Asso invece, contrariamente a quanto potrebbe apparire, non ha alcuna attinenza con l’Asso del gioco di carte, è infatti la corruzione della frase piantare in Nasso, alludendo alla triste sorte toccata ad Arianna, abbandonata sull’isola di Nasso da Teseo, dopo che questi, grazie all’aiuto proprio di Arianna, era uscito dal labirinto. Spesso si utilizza l’ Asso per stabilire che deve dare le carte: chi lo pesca è il Mazziere.