La capacità di volare verso le Isole Canarie dall’estero pare sia diminuita del 2,6%, nonostante gli investimenti fatti, compensata in ogni caso da un aumento del traffico del 6,9% con la penisola; Fitur, la maggiore vetrina per il turismo internazionale, rappresenta quindi occasione per l’Arcipelago per cercare di migliorare le tratte aeree e quindi di perseguire il consolidamento della ripresa del turismo nazionale sulle isole.

Come ha spiegato nei giorni scorsi Isaac Castellano, ministro del Turismo del Gobierno regionale, questa stagione invernale si chiuderà con un calo complessivo dello 0,7% delle tratte aeree che collegano le Canarie con il resto della Spagna e con l’estero, con riduzioni particolarmente significative, pari all’8%, sui voli con il Regno Unito.

A questo proposito l’esecutivo, i cabildos, i consigli e gli imprenditori hanno condiviso un obiettivo comune da perseguire durante la nuova edizione del Fitur al fine di gestire al meglio gli accordi con le compagnie aeree e quindi di compensare le tratte perse con la scomparsa di compagnie come la Monarch e la Niki.

Castellano ha precisato che, per il momento, le prenotazioni dei viaggi per le isole non hanno subito cali per effetto della diminuzione delle tratte, ma che anzi la loro evoluzione non solo si mostra favorevole, bensì in forte crescita.

Il Gobierno crede pertanto che se questa dinamica si dovesse consolidare, le compagnie aeree saranno più propense a siglare accordi di programmazione di più tratte per l’Arcipelago, così come già è avvenuto per il Regno Unito, con un aumento di richiesta del 3%, e per la Germania, con un 4,3%.

E così, al fine di aumentare le tratte aeree con le Canarie, gestori autonomi, insulari e municipali, unitamente al comparto degli imprenditori del settore turistico, realizzeranno incontri in Fitur con i responsabili delle compagnie jet2.com, British Airways, Ryanair, Easyjet, Iberia Express e Vueling.


L’Arcipelago disporrà all’interno della manifestazione di un padiglione di quasi 1500 metri quadrati di superficie dove promuovere le proprie destinazioni, mostrando nel contempo il record di flusso turistico del 2017 pari a 1,7 milioni di turisti ovvero l’1,3% in più rispetto al 2016.

Il Vice Ministro Cristóbal de la Rosa ha invece sottolineato l’importanza che il turismo riveste per il settore occupazionale canario, visto che 4 lavoratori su 10 sono impiegati nella ricettività, vale a dire 312.466 occupati per una percentuale che è di tre volte superiore a quella nazionale, con 39,7% contro un 13%.

La vera sfida, ha aggiunto, consiste nel migliorare sia l’occupazione che la formazione in campo turistico, creando sinergie con cultura e sport.

In particolare è la cultura enogastronomica di Tenerife che verrà promossa nella prossima edizione di Fitur, insieme alle attività open air, alle tradizioni e alle aree naturali; la delegazione dell’isola, che sarà impegnata in circa 50 incontri con l’industria del turismo, sarà guidata dal presidente del Cabildo Carlos Alonso e includerà 143 realtà operanti nel settore e associate a Turismo de Tenerife.

Stand anche per Icod de los Vinos, che ha pianificato la propria presenza con l’intento di inserirsi per la prima volta nella vetrina internazionale come meta di vacanze; verrà quindi presentato il nuovo sito web su cui sarà disponibile un centro di prenotazione pacchetti soggiorno.

Tenerife in generale rappresenta il 6% del turismo in Spagna, con 57 milioni di pernottamenti all’anno e il 53% della spesa turistica sull’intero Arcipelago grazie ai 6,8 milioni di turisti che soggiornano sull’isola.

La partecipazione a Fitur è legata anche alla preoccupazione paventata dallo stesso Castellano circa la stagione estiva, per la quale si prevede un calo della connettività aerea del 4,6%, sempre per il fallimento di compagnie come la Niki che solo nel 2017 aveva gestito qualcosa come 250.000 posti per le Canarie.

Nel caso dei tedeschi la perdita di connettività si traduce in un calo che contrasta con la fiducia dimostrata dagli stessi con le nuove prenotazioni, aumentate del 4,5% per la stagione invernale e del 2,7% per quella estiva.

A questo segnale positivo, aggiunge Castellano, si unisce quello relativo al fatto che il 66% dei turisti che visitano l’Arcipelago una prima volta, vi fanno ritorno, una cifra che aumenta fino a circa il 77,6% solo per i viaggiatori tedeschi.

«Il nostro compito – annuncia Castellano – è quello di coltivare una cultura dell’eccellenza, al di là dei record; quello che ci si aspetta ora è solo che il 2018 sia un buon anno turistico».