L’industria del tabacco alle Canarie si rivela fortemente strategica sia dal punto di vista dell’occupazione che per il significativo contributo all’economia dell’Arcipelago, dove ha generato oltre 385 milioni di indotto e 3.500 posti di lavoro, classificando il tabacco come secondo prodotto di esportazione dopo la banana.

I dati raccolti nel rapporto realizzato dalla Mesa del Tabaco dagli Analisti Finanziari Internazionali (AFI), in collaborazione con la CEOE, Confederación Española de Organizaciones Empresariales, rivelano un trend più che positivo del settore che ha saputo generare 3.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti, temporanei ed a tempo indeterminato, che a loro volta rappresentano il 19% degli impieghi diretti nell’industria del tabacco in tutta la Spagna, percentuale che riflette la sua importanza a livello internazionale.

Quello del tabacco è un settore che risulta particolarmente orientato verso l’esportazione, come dimostra il fatto che viene esportato oltre il 40% della produzione per 147 milioni di euro, un importo molto vicino a quello del settore delle banane che è di 158 milioni.

Nel 2016 l’amministrazione autonoma canaria ha ricevuto 176 milioni di euro attraverso le tasse sul tabacco: 136 milioni per tributi speciali e 40 per imposte indirette.

La posizione delle Canarie nel panorama nazionale della produzione di tabacco è vicina alla leadership, fatta eccezione per uno stabilimento in Cantabria; nell’Arcipelago sono stati registrati 38 produttori di tabacco, dei quali 4 con stabilimenti di sigarette, 2 a Tenerife e 2 a Gran Canaria, mentre il resto è costituito da produttori di sigarette.

A livello nazionale l’industria occupa 50.000 persone direttamente, indirettamente e indotte e in media ogni occupazione diretta nel settore si traduce in 2,6 posti di lavoro indiretti e indotti lungo la  filiera.


Questo significa che ogni impiego nel settore manifatturiero genera 5 posti di lavoro indiretti o indotti, mentre nella distribuzione vengono creati altri 3.1 posti.

La Spagna è il terzo paese produttore di foglie di tabacco in tutta l’Europa per effetto del corretto funzionamento del modello produttivo dell’Estremadura, una coltivazione sostenibile dal punto di vista agro ambientale che incoraggia l’utilizzo di energie rinnovabili ed evita l’impiego di fertilizzanti e pesticidi.

La riscossione delle imposte attraverso il tabacco raggiunge circa 9.000.000.000 euro all’anno, pari al 5% del reddito totale dello Stato e al 34% delle tasse speciali.

Biancamaria Bianchini