Valle Colino rischia di esplodere, emergenza randagi

Valle Colino, a La Laguna, è un luogo che raccoglie ogni anno una media di 2.500 animali tra cani e gatti, organizza centinaia di adozioni, aiuta a recuperare animali smarriti e ospita quelli tristemente abbandonati dai rispettivi proprietari.

Nel corso dei 10 anni trascorsi dalla sua apertura, Valle Colino ha visto aumentare il numero di animali da ospitare in poco più di 4.000 metri quadrati, dei quali 600 effettivamente utilizzabili, arrivando alla ovvia conclusione che è necessario un ampliamento delle proprie strutture per poter garantire un servizio fondamentale.

Il rifugio è gestito dalla Fecapap, Federación Canaria de Asociaciones Protectoras de Animales y Plantas, che al momento attuale sta affrontando le fasi finali della risoluzione amministrativa dell’ente con i quattro comuni coinvolti, Santa Cruz, La Laguna, El Rosario e Tegueste.

Valle Colino, operativa da ottobre 2005 dopo ripetuti ritardi nel completamento dei lavori, inizialmente ha soddisfatto le domande di accoglienza animali abbandonati, quando vi erano solo piccoli canili a Santa Cruz e a La Laguna, con una capacità di accoglienza minima.

La Fecapap oggi è composta da ben 18 associazioni ed è l’unica nel suo genere presente sull’isola, oltre ad essere l’unica ufficialmente dichiarata Servizio di pubblica utilità, un riconoscimento che le conferisce prestigio e credibilità.

Adriana Naranjo, presidente della Fecapap, spiega che Valle Colino funziona grazie al recupero degli animali da parte degli stessi operatori, avvisati dalla Polizia o dai cittadini, ma vi sono anche proprietari che arrivano al rifugio per lasciare le proprie bestiole per i motivi più disparati, dal non essere più in grado di mantenerli all’aver deciso semplicemente di disfarsene.


Spesso chi prende un cucciolo, sottolinea la Naranjo, non valuta l’impegno e le responsabilità che questo comporta, sia in termini economici, visite veterinarie, vaccini, cibo, che in termini di tempo da dedicare, uscite per passeggiate, momenti di gioco e socializzazione con altri cani. Quando poi arriva il momento delle vacanza, ecco che il cucciolo, magari già cresciuto, diventa un peso e pagare una pensione che lo accolga nel tempo dell’assenza è un’uscita economica che non tutti vogliono o possono affrontare.

Vi sono poi casi più drammatici relativi ad anziani che devono entrare in case di cura, persone che hanno perso il lavoro o che si ammalano e che si rivolgono a Valle Colino con tutto il dispiacere che si può immaginare.

Oltre alla consegna volontaria dei propri animali, esistono purtroppo anche i casi di abbandono vero e proprio, dietro ai quali si nascondono terribili episodi di abuso, come il recente caso del ritrovamento di un piccolo cane, già anziano, chiuso in una borsa e buttato tra i rifiuti.

Il cane venne recuperato grazie ad un passante che ne udì i lamenti, ma morì poco dopo.

È soprattutto per eventi come questo, spiega la Naranjo, che Fecapap svolge un’importante azione di sensibilizzazione che, dal 2006, si esprime in conferenze e workshop nelle scuole e nei centri cittadini, al fine di prevenire l’abbandono e di promuovere Valle Colino come luogo dove portare i propri animali, senza necessariamente abbandonarli per strada.

Valle Colino costa 300.000 euro all’anno di manutenzione, coperti parzialmente con 257.000 euro da parte dei quattro comuni e il resto grazie a generose donazioni ed adozioni da parte di privati ed enti.

Tuttavia, da quando alla fine del 2015 è terminato l’accordo di sostegno al rifugio con i 4 comuni, la situazione economica è diventata complessa e insostenibile; Valle Colino, afferma la Naranjo, è a rischio di stallo sia per i costi che per lo spazio ormai insufficiente.

Dopo un incontro con le varie amministrazioni e la richiesta al Cabildo di assumere la gestione del rifugio, richiesta respinta, il comune di La Laguna ha incontrato gli altri tre municipi per verificare la fattibilità di un accordo che preveda l’utilizzo della struttura da parte di Fecapap con il sostegno dei 4 comuni, una soluzione che parrebbe la più attuabile dal punto di vista amministrativo.

Ma per il momento il Consiglio comunale ha deciso che nessuna azione è praticabile.

Futuro incerto quindi per Valle Colino che, come si augura la Naranjo, si spera possa presto trovare le garanzie per poter proseguire nella sua missione.

Roberto Trombini