Esodo dei canari all’estero, fenomeno in crescita

Con 1.536 espatri registrati in più alla fine del 2017 per un totale di 169.435 cittadini canari che vivono ormai all’estero, si può parlare indubbiamente di esodo; sebbene l’incremento relativo all’emigrazione sia dello 0,9%, inferiore a quello della crescita dello stato che è del 3,2%, i dati forniti dall’INE, Istituto Nazionale di Statistica, aggiornati al primo gennaio 2018, indicano che della maggior parte dei Canari che vivono all’estero, l’86%, si trova in America, in particolare in Venezuela.

Il Venezuela, con 66.526 isolani sul suo territorio, ha comunque subito un calo di arrivi rispetto al 2016 di circa 4.654 persone mentre al secondo posto per presenza di canari si posiziona Cuba, che con 2.499 persone in più nel 2017 rispetto al 2016, ha visto un incremento pari al 4,7%.

Fatto significativo nell’analisi del fenomeno esodo canario è rappresentato dall’uscita annunciata del Regno Unito dall’Unione Europea che non ha impedito l’afflusso degli abitanti dell’Arcipelago: nel 2017 sono arrivati in terra inglese 398 canari in più per un totale complessivo di 5.393, evento che ha reso il Regno Unito il quarto paese per numero di presenze degli isolani.

Quinto posto è occupato dall’Argentina, con 5.078 canari e 127 in più rispetto al 2016, a seguire la Germania con 244 presenze in più per un totale di 3.934 e un incremento del 6,6%.

Chiudono la classifica la Francia, 1.988 canari sul territorio, la Colombia, 1.429, il Brasile, 1.297, e il Belgio con 1.277 isolani trasferitisi.

Dopo l’America e l’Europa, è l’Asia il terzo continente più interessato dal fenomeno esodo canario, con la Giordania al primo posto, 441 presenze, mentre l’Africa, a dispetto della vicinanza con l’Arcipelago, detiene solo lo 0,7% di canari, la maggior parte dei quali dislocata in Marocco, con 537 presenza in totale.


Infine vi sono 680 canari che vivono in Oceania, in particolare in Australia.

Il fenomeno esodo canario, all’oggetto di numerosi studi e analisi, evidenzia come la maggioranza di coloro che hanno deciso di lasciare l’Arcipelago, non vi fa più ritorno.

E per molti di coloro che abbandonano le isole, ve ne sono tanti, provenienti per lo più dall’Europa,  che scelgono queste ultime come nuova residenza in un processo di sostituzione della popolazione autoctona in continua evoluzione.

Alle basi del fenomeno esodo, secondo gli statisti, vi sono motivazioni ben precise quali gli affitti di case ai turisti che hanno creato un disequilibrio nel mercato immobiliare e a cui si aggiunge un panorama occupazionale fortemente in crisi, con contratti a tempo determinato e stipendi insufficienti che obbligano i canari ad abbandonare le proprie isole.

Franco Leonardi