Costa del Silencio: Chasna abbandonato

Chasna
Chasna

Oggi guardo tra le mie email e ne trovo una di una ragazza che abita al Chasna. Chi vive vicino a Costa del Silencio, sa a quale zona mi riferisco. Praticamente alla parte finale della Costa del Silencio, dove si lasciano i villaggi e ci si trova davanti al Chasna, una grande costruzione composta di diversi appartamenti, in parte ancora da ultimare. Purtroppo  il fenomeno OKUPA sembra che riguardi ampiamente questo mostro di cemento, che poco ha da lasciare alla fantasia. Chi ha comprato od affittato in tempi passati qui, non avrebbe immaginato di trovarsi davanti alla situazione incresciosa che si è venuta a creare. Gli okupa si trovano comunque ovunque a Tenerife, e sono un fenomeno in larga crescita, mal gestito dai Comuni e da chi dovrebbe per prima cosa incaricarsi di rispedire al mittente chi sull’isola non lavora, vive all’addiaccio o si impossessa di case altrui, disabitate, di chi bivacca sulle spiagge, magari vivendo vendendo droga, o con il provento di qualche furto.

Lasciando spazio a queste persone, la cui presenza si allarga a macchia d’olio, si rischia d’inquinare la bellezza dell’isola e di aumentare la crescita della malavita.

Vorrei riportare paro-paro il testo della email di questa giovane sposina che vive al Chasna col marito, lavora da mattina a sera ed è venuta qui per crearsi un futuro. Leggete le sue parole, e cerchiamo un po’ tutti, nel limite di quanto ci è concesso fare, di sensibilizzare chi di dovere, e le persone tutte, affinché il termine OKUPA sparisca dal vocabolario della nostra Tenerife, isola in cui abbiamo scelto di vivere, e serenamente, senza furti, paure, e minacce. Vi ringrazio anticipatamente per la vostra attenzione.

La vostra Danila Rocca
Ecco il testo della e-mail


Chasna
Chasna

Ciao Danila!
Qualche tempo fa l’ayuntamiento di Arona ha sanzionato e cacciato via la gente che viveva sulla spiaggia del Fraile con le tende e accendeva fuochi.
Circa 4 mesi fa abbiamo sentito colpi di martello nel Chasna abbandonato (Chasna A), abbiamo chiamato la polizia ma non hanno potuto far nulla, visto che solo i proprietari possono denunciare gli okupa (se ingrandisci la foto, è quello che vive nel balcone con quella sorta di separè intrecciato appoggiato al parapetto).

Dopo nemmeno una settimana abbiamo iniziato a vedere aumentare le tende appese e gli oggetti nei balconi (se ingrandisci la foto noterai che ad oggi si contano 6 balconi, tutti del piano più alto, con qualche tenda o altra cianfrusaglia).

Inutile dire che hanno iniziato presto a sporcare ovunque, le cosine colorate che vedi a terra nella foto ingrandita sono stracci, magliette vecchie e persino una sedia di plastica verde capovolta e rotta. Li abbiamo anche visti lanciare lattine di birra dai balconi dopo aver bevuto, come se niente fosse.

Un vicino, che era solito portare il cane la sera da quelle parti per fargli fare i suoi bisogni, ha cambiato zona perché dice di aver visto traffici strani, a quanto pare vendono droga.

Diversi vicini si sono lamentati del degrado dell’area e hanno dichiarato di sentirsi meno sicuri.

Più volte ho personalmente visto degli sconosciuti fermarsi davanti al vecchio Chasna A e osservare con interesse, probabilmente degli aspiranti okupa (non avevano l’aria di turisti o semplici curiosi).

Più di una volta è capitato che un turista se ne andasse dopo aver visto che nell’edificio abbandonato ci vive qualcuno, una cosa che prima dell’arrivo degli okupa ci era successo di vedere una sola volta.

Uno degli okupa che vive lì, tra l’altro, lo si trova a chiedere l’elemosina accanto al Superdino presso la fontana.

La nota forse più amara della faccenda è che l’occupazione è partita ed è stata supportata da una vicina di casa, nota okupa, che vive nel nostro edificio (Chasna B), dopo averla vista parlare con gli okupa di fronte e addirittura dare loro dell’acqua presa dalla sua casa (e l’acqua è comunitaria, per aggiungere una nota dolente, acqua che lei non paga, dal momento che non paga spese comunitarie di nessun tipo).

Talvolta, si vedono delle fioche luci la notte, è probabile che usino delle candele, considerando che la luce è calda, a volte tremola e quando c’è vento non se ne vede nessuna.
Speriamo di portare un po’ di visibilità a questa situazione per attirare l’attenzione del Comune.