Hacienda ha recentemente confermato che piattaforme per gli affitti delle case vacanza come Airbnb e HomeAway, dovranno presentare determinati modelli alle autorità fiscali a partire da luglio 2018, fornendo dati catastali degli immobili, dettagli dei proprietari e dei clienti, rapporti periodici sull’attività commerciale di affitto, nonché numero dei giorni per i quali l’alloggio è stato occupato e gli importi addebitati ai fruitori.

Hacienda ha sottolineato che la dichiarazione sarà obbligatoria per tutti i servizi di intermediazione, siano essi privati, aziende o portali come Airbnb.

L’utilizzo turistico è definito per questi scopi come fornitura temporanea di un intero immobile arredato e attrezzato per un introito, indipendentemente da come è stato pubblicizzato o veicolato.

Già in data 17 settembre 2017 le autorità fiscali spagnole avevano ufficialmente informato della preparazione di una legislazione che avrebbe obbligato le cosiddette piattaforme come Airbnb che fungono da intermediari nell’affitto di alloggi turistici a produrre delle dichiarazioni periodiche nelle quali fossero identificati proprietari, clienti e importi relativi ai servizi offerti.

La notizia all’epoca venne accolta con particolare disappunto dalla Associazione spagnola dell’economia digitale che affermò che le proposte paventate violavano la legislazione che disciplina la libertà di impresa, costituendo altresì un freno all’innovazione.

Al momento attuale le piattaforme come Airbnb sono considerate fornitori di servizi di informazione e quindi regolate dalla legislazione sulle società che erogano questo tipo di servizio, che a sua volta segue le linee guida stabilite dalla direttiva sul commercio elettronico e dalla legge sulla protezione dei dati.


In base a questi regolamenti la loro attività è quindi puramente tecnica e automatizzata, il che implica che le piattaforme non hanno alcuna conoscenza o controllo effettivo sulle informazioni trasmesse o memorizzate nei loro siti e applicazioni.

L’Associazione spagnola ADIGITAL insiste quindi sul fatto che la normativa promossa da Hacienda sia del tutto in conflitto con la legge esistente.

Nonostante numerosi fallimentari tentativi di controllare ciò che accade su internet, Hacienda sta in ogni caso tentando di forzare Airbnb e piattaforme similari nel fornire alle autorità fiscali una serie di informazioni dei propri utenti, puntando sul fatto che questo permetterebbe di evitare le frodi fiscali.

Qualsiasi compromesso ne scaturirà, affermano i porta voce della Associazione spagnola, non sarà sufficiente a evitare la determinazione di Hacienda nel rafforzare in un qualche modo il controllo delle informazioni fiscali nei confronti di un’attività palesemente ritenuta un ottimo escamotage per evitare le tasse.