L’economia delle Canarie ha visto chiudere l’anno precedente con una crescita del 3,1%, una percentuale che risulta moderatamente migliore rispetto ai trimestri antecedenti e che si ridurrà un poco nel corso del 2018.

La Camera di Commercio di Santa Cruz de Tenerife ha pubblicato recentemente l’ultimo Bollettino di Congiuntura Economica riferito agli ultimi 3 mesi del 2017, dove si evidenziano buone prospettive per l’anno in corso, benché condizionate dai primi sintomi di esaurimento espressi da alcuni indicatori.

Il rapporto, patrocinato da Caixa Bank, raccoglie gli aspetti positivi e le incertezze che caratterizzeranno il prossimo futuro, come le politiche espansive pubbliche potenziate da importanti aumenti di budget delle amministrazioni, che giocheranno indubbiamente a favore della ripresa dello scenario economico; l’aumento degli investimenti infatti andrà a compensare i rischi paventati come il fenomeno del recupero di destinazioni turistiche concorrenti dell’Arcipelago, il Brexit vissuto dalle isole, i deficit nelle infrastrutture e la mancanza di applicazione di buone politiche di semplificazione amministrative.

La decelerazione prevista per quest’anno lascerà la crescita della comunità autonoma al 2,7%, situazione che obbligherà giocoforza a cercare nuovi stimoli economici che mantengano i ritmi di crescita e forniscano una maggiore forza all’economia che, viene sottolineato, presenta ancora elementi di fragilità che necessitano di essere corretti il prima possibile per far fronte a eventuali avversità.

Come precisa Santiago Sesé Presidente della Camera di Commercio, il quarto anno consecutivo di crescita ha situato il PIB delle isole nel quarto trimestre del 2017 a 11.508,85 milioni di euro, una cifra storica che supera di fatto del 7,3% quella raggiunta nel 2007.

L’alto tasso di crescita si è tradotto anche in un equilibrio positivo in termini di creazione di posti di lavoro, vicino ai livelli di occupazione esistenti all’inizio della crisi, benché non sia stato possibile ridurre nella stessa misura il numero di disoccupati o il tasso di disoccupazione, per effetto della crescita della popolazione attiva e per deficit strutturali che trascinano il mercato del lavoro delle Canarie.


Tutti i settori, in buona sostanza, stanno evolvendo verso l’alto, tra i quali il turismo che, con la sua straordinaria crescita nel 2017, ha finito per fungere da volano per tutte le altre attività e a contribuire all’aumento della fiducia delle imprese con conseguente ripresa degli investimenti.

L’agenzia di rating del credito S&P Global Rating ha migliorato di un punto la nota di solvibilità del debito a lungo termine delle Canarie che sale quindi da BBB+ a una A-.

Come riportato dall’agenzia, questo balzo in positivo segue quello della Spagna, anch’essa passata recentemente ad una valutazione analoga.

Le prospettive per il debito dell’Arcipelago, sottolinea S&P, sono ancora limitate dallo stato in cui è identificata la Spagna che, se migliorerà il suo punteggio nei prossimi due anni, influirà anche su quello delle isole.

L’agenzia ha infine spiegato che le comunità autonome spagnole, tra cui le Canarie, non sono in grado di mantenere delle caratteristiche di credito più resilienti dello stesso Stato in uno scenario di stress e questa riflessione serve a spiegare il perché le regioni spagnole abbiano una limitata capacità di opporsi alle riforme istituzionali e ricevano gran parte del loro reddito sotto forma di trasferimenti da parte del Governo centrale.

Franco Leonardi