Spigolature di Andrea Maino maggio 2018

Torre di Babele, Pieter Bruegel,1563

Se non esistessero le “norme”, cioè le varie leggi sociali, regolative, morali, le sanzioni, la giustizia, le ammende, le condanne penali o civili sui reati, insomma tutte quelle cose che in qualche misura frenano le azioni “riprovevoli”, come ci comporteremmo?

Quali NOSTRE leggi o codici morali ci creeremmo?

Esiste naturalmente un limite matematico della cosa: se tutti uccidessimo per ira, follia liberata o vendetta, dopo un po’ non esisterebbe più l’uomo sulla terra e non saprei a chi fare la domanda di prima.

L’argomento è: quali sono le cose che limitano quella che crediamo la nostra VERA natura? Ma soprattutto, quale nostra personalità sarebbe quella vera se non avessimo impedimenti di sorta? Lasciandoci liberi di fare, come ci giudicheremmo? Quale sarebbe il nostro ambire? Quale futuro pensiamo ci aspetti?

Proviamo a capire cancellando per un attimo le leggi: saremmo invasi da chi vuole rubare, chi sparare, chi picchiare, chi violentare, chi millantare, chi passeggiare nudo, chi defecare per strada, chi soggiogare e sfruttare, chi insultare e mille altre velleità.

Intendo dire molto ma molto più di quello che avviene già adesso, perché non esisterebbe il freno della condanna che oggi limita molte azioni.


Infatti chi pratica “saltuariamente” le cose deplorevoli descritte prima, sicuramente intuisce che il caos avrebbe il sopravvento e che, come minimo, se esagera, subirebbe delle ritorsioni da coloro che lui ha leso, quindi gestisce le malefatte nascondendosi, negando, limitandosi a poche azioni controllate, reagendo con la menzogna, da vigliacco insomma.

Quello che mi chiedo invece è quale “essenza” pensa di raggiungere, soddisfatto, chi vivesse senza leggi (morali o sociali) che lo condannano.

Se uno potesse rubare ad oltranza e non essere condannato si sentirebbe come Peter Scott? Il ladro inglese che ha derubato Soraya, lo Scià di Persia, la regina Elisabetta, Sofia Loren, sino a Liz Taylor? Non credo… anche perché Peter Scott la soddisfazione l’aveva appunto perché esistevano le leggi che lui sfidava.

Piuttosto i nostri “ladri senza le leggi” si ritroverebbero a vivere come in un fumetto alla stregua di Gambadilegno o Cattivik.

Anonimi sociali e ridicoli.

Come dire che il buio ha una ragione di essere se c’è anche la luce, altrimenti non sarebbe niente. Insomma il male esiste perché esiste il bene e questa dualità esiste perché esistono le leggi e la morale.

Ma ora pensate a cosa fareste se non esistessero le norme che ci regolano, come diventereste e come stareste poi.

Andrea Maino

Torre di Babele, Pieter Bruegel,1563