Cosa nasconde il super bunker di Las Palmas

A testimoniare che tra il Generale Franco e Hitler intercorsero accordi segreti, rimangono oggi diversi bunker realizzati dai nazisti sulle isole Canarie, dove la presenza militare tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale era piuttosto radicata.

A partire dal 1941 fino al 1944 la Germania di Hitler cominciò proprio nell’Arcipelago ad eseguire infrastrutture, subappaltate dal generale Franco al Terzo Reich, affinché potesse uscirne rinforzata nell’area dell’Atlantico; non solo quindi una costante presenza aerea a Gran Canaria e Tenerife, bensì un via vai frenetico di tecnici in grado di realizzare opere di ingegneria progettate al millimetro, come il super bunker di Manuel Lois a Las Palmas, dove i nazisti controllavano già settori come quello della produzione di energia elettrica nella vicina spiaggia di Las Canteras.

Sotto ad un ingente strato di terra, venne creata una vera e propria città d’ispirazione germanica, costituita da una rete sotterranea in possesso di tutti i servizi adatti per resistere ad un eventuale attacco degli Alleati, incluse infrastrutture per il trasporto di merci e munizioni.

Iniziato nel 1941, il super bunker venne realizzato con l’ausilio di una potente luce proveniente dal motore di una imbarcazione, oggi esposta nel Museo Elder di Las Palmas; con i suoi spessi muri di cemento e i 168.500 metri quadrati che consentivano le manovre di grossi camion, con i suoi alloggi di 12 metri di larghezza per 48 di lunghezza per il personale e magazzini di 10 metri di altezza, questo è indubbiamente uno degli spazi militari più formidabili mai realizzati nelle isole e a tutt’oggi una delle più resistenti fortezze.

Ma sulla nascita del super bunker aleggia ancor oggi un mistero, legato agli sforzi che il generale Franco fece per dilatarne i tempi di realizzazione, tanto da risultare operativo solo nel 1944, quando cioè non esistevano più i presupposti per utilizzarlo da parte dei tedeschi ormai sconfitti.


Le ragioni per cui Franco scelse di ritardare i lavori non sono ancora chiare ma è sicuramente un fatto reale quello che accadde a Madrid, quando il generale si rese conto dell’eccessiva presenza dei tedeschi sulle isole e soprattutto del crollo mentale di Hitler all’inizio della realizzazione del bunker.

In questo Franco ebbe una vera intuizione, dimostrata poi dalla celebre operazione Pilgrim ad opera dei britannici a favore delle Canarie, affinché i nazisti lasciassero l’Arcipelago ormai saturo di aerei, sottomarini e armi del Terzo Reich.

Così come non fu mai ben chiara la missione di questa imponente fortezza che, insieme ad altre similari ma meno faraoniche, i nazisti cominciarono ad erigere a partire dal 1940 in tutti i paesi considerati loro alleati.

I consiglieri del Führer, gli ammiragli Hermann Boehm e Erich Raeder, conoscevano bene le isole Canarie ma pare che avessero sempre suggerito a Hitler di non utilizzarle a causa di un atteggiamento un poco ambiguo da parte del generale Franco, che avrebbe potuto mettere in pericolo la comunità tedesca residente nell’Arcipelago, di fatto costituita da spie naziste incaricate di tramettere informazioni a Berlino sul ruolo del Regno Unito nelle acque canarie.

Un altro mistero riguarda la costruzione del bunker, per il quale vennero utilizzate 35mila tonnellate di cemento in uno spazio pari a più di 20 campi da tennis, materiale la cui provenienza ancora oggi è sconosciuta.

Il bunker, che avrebbe potuto rilevare navi a distanza di 80 km da Las Palmas, aveva le pareti leggermente inclinate in caso di attacco aereo.

Gli ingegneri militari che lo progettarono, sfruttarono la temperatura di 15 gradi per convezione naturale presente nel sottosuolo che un sistema di ventilazione favoriva asciugando l’umidità dell’aria e le pareti di cemento; la ditta costruttrice Krupp aveva realizzato invece un sistema particolare per mantenere migliaia di proiettili e proteggere gli occupanti da eventuali gas tossici.

L’acqua proveniva dall’esterno e all’interno potevano essere ospitati ufficiali di alto rango per un lungo periodo di tempo; la difesa aerea era garantita da più di 50 aerei situati alla base di Gando, a Gran Canaria, e una rifornita cucina permetteva la sopravvivenza ad una numerosa guarnigione.

E di tutto questo immenso lavoro sotterraneo, oltre al sito in sé, rimangono documenti come quello firmato da Franco per la creazione del Tercio de Canarias, per intervenire in caso di bisogno a supporto con un battaglione di difesa antiaerea, o come quello dell’accordo per il personale da mettere a disposizione delle esigenze delle flotte naziste, ma non è mai stato ritrovato quello puramente economico e quindi relativo ai fondi utilizzati per l’esecuzione del super bunker.

Ilaria Vitali