Non c’è limite al peggio, soprattutto quando a farne le spese sono gli animali, in questo caso non solo facenti parte di un intero ecosistema, quello delle Canarie, ma addirittura protetti, in quanto a rischio di estinzione, in tutte le acque europee.

Parliamo degli squali angelo, Squatina squatina, noti alla popolazione locale come angelote e facenti parte di una tra le specie più a rischio di minaccia di estinzione di tutto il pianeta; se fino a pochi decenni fa lo si poteva trovare in tutto il Mediterraneo ed in buona parte del Nord Atlantico, oggi, a causa della pesca intensiva praticata negli anni ’80 da Regno Unito e Irlanda, lo squalo angelo è praticamente scomparso, fatta eccezione per l’ultima popolazione che vive nelle acque dell’Arcipelago delle Canarie.

Non stupisce quindi la forte indignazione di tutti gli abitanti e i pescatori delle isole di fronte alla notizia della cattura e dell’uccisione di alcuni esemplari di angelote da parte di turisti britannici, ma sconcerta semmai il fatto che un tour operator con sede a Fuerteventura, il Reel Em In, non solo organizza queste spedizioni di caccia, ma ha fatto di queste un vero e proprio business.

A partire da 100 euro a notte è possibile uscire in barca per catturare razze, squali angelo e pesci blu nella zona di Caleta de Fuste, aggiungendo 15 euro per coprire una fantomatica autorizzazione amministrativa e sentirsi a posto con la coscienza, tanto a posto da pubblicare su Facebook e compagnia bella i trofei.

Ignoranza? Stupidità? Entrambe?

Al di là del tour operator, bannato immediatamente da Fisher Guiding tra le agenzie esperte in pesca ricreativa (RF), ciò che sorprende è il tipico approccio del turista medio che, una volta in vacanza, pensa che tutto sia possibile, anche mettere a repentaglio un intero ecosistema.


Quanto invece alla Reel Em In, che ha avuto almeno il buon gusto di togliere dai servizi offerti quello della pesca di animali in via di estinzione o gravemente minacciati e che ha tentato di eliminare ogni traccia della pesca proibita dai social network, ora deve rispondere di un’indagine avviata dalla Seprona della Guardia Civil.

Un vero e proprio attacco alla biodiversità della Spagna, così è stato definito l’episodio che non mancherà di avere rilievo internazionale a causa della sua gravità.

In Spagna gli squali angelo sono specie protetta, così come nel Regno Unito, che è stato il paese che per primo nel 2002 ne ha proposto l’inclusione nella Convenzione per la Protezione dell’Ambiente Marino dell’Atlantico nord orientale, per arrivare quindi al 2010 come anno a partire dal quale ne è severamente vietata la cattura.

La pesca ricreativa, secondo i dettami della FAO, è definita come pesca di animali acquatici e non rappresenta risorsa primaria dell’individuo per soddisfare i bisogni nutrizionali.

Bina Bianchini