Spigolature . La domanda esatta

Nei Ching, il Libro dei Mutamenti, l’antico libro dell’oracolo cinese (datato attorno al 1000 a.c.), si deve porre una domanda per avere il responso sul futuro, ma soprattutto il comportamento, le azioni da fare, per ottenere quanto si desidera. Tuttavia bisogna fare la domanda giusta altrimenti la risposta appare ermetica, incomprensibile!

In altre parole bisogna fare un ragionamento: quello che chiedo è quello che voglio? Oppure, quanto chiedo, è per ottenere altro od altro ancora?

Se voglio ottenere molti soldi la domanda non deve essere come fare, prima bisogna chiedersi perché ne ho bisogno. Magari ne abbiamo bisogno perché in verità vogliamo acquistare una Ferrari. La domanda da fare parrebbe allora come ottenere una Ferrari, ma andando a fondo ci rendiamo conto che la vogliamo, in verità, per farci notare da amici o da una ragazza in particolare. Allora la domanda sarebbe: come ottenere l’attenzione da questa ragazza? Non è però la vera domanda. Meglio è: perché vogliamo l’attenzione da quella ragazza?

E da qui si articolano varie “domande”, forse per un bisogno di amore o di famiglia o altre cento cose ancora. Se la VERA domanda finale fosse “come avere affetto?”, e voi invece chiedete all’Oracolo come fare soldi e la risposta che ricevete è: “prendi dei fiori e offrili”, certo non comprenderete del perché di una risposta simile.

Ching a parte, nella vita bisognerebbe capire qual è la nostra vera domanda, il nostro desiderio finale, per non sprecare energia e tempo, per non illuderci durante la strada (Pinocchio docet).

Alcune domande, alcune smanie sono fasulle come quando entriamo nei supermercati dove convergono i desideri e le contraddizioni della nostra civiltà, ci si smarrisce, si perde la nozione della propria possibilità finanziaria, ci si narcotizza di abbondanza e opportunità di scelta (in)cosciente, una città labirinto, una porta dimensionale verso luoghi inesistenti. Entriamo con la domanda: “cosa acquisto per la cena?” e si esce con un carrello pieno di cose che appartengono solo alla nostra puerilità. Solo sfoghi bizzarri rivolti all’effimero.


Un amico mi dice che vuole trasferirsi alle Canarie. Perché, chiedo? “Per il clima che mi fa passare i dolori alle articolazioni” mi dice; la risposta sarebbe: vai prima dal medico! Oppure: “Perché tutto costa (forse) di meno”; la risposta possibile è un’ulteriore domanda: quale tipo di consumismo hai voluto vivere fino ad ora? O ancora: “Perché in Italia non c’è lavoro”; la risposta potrebbe essere: vai a controllare, un paio di mesi, se alle Canarie ne esiste uno che ti confà.

Purtroppo molti passano la vita concentrandosi sulle domande sbagliate, inseguono la ricchezza quando vogliono la felicità, inseguono il rispetto di persone la cui approvazione non merita davvero di essere cercata.

Perciò prima fermiamoci un poco e chiediamoci: “qual è la vera domanda”?

Andrea Maino