Se El Hierro ha impressionato favorevolmente tutto il mondo dimostrando che è possibile vivere per  diverse settimane solo con energia rinnovabile, due università europee sostengono ora che La Gomera è in grado, in un prossimo futuro, di liberarsi completamente dal petrolio e di conseguenza ridurre i consumi elettrici del 37%.

L’isola più occidentale delle Canarie è diventata negli ultimi anni un vero e proprio laboratorio verde, grazie a Gorona del Viento, una centrale di pompaggio che converte l’acqua in energia quando quella prodotta dal parco eolico non è sufficiente per coprire la domanda totale.

El Hierro ha così soddisfatto nel 2016 il 39% della domanda elettrica dell’isola solo con energia rinnovabile, consentendo ai suoi 10.700 abitanti di ricevere energia pulita per 18 giorni consecutivi, senza avviare la centrale a gasolio che per anni ha coperto tutte le esigenze.

Tre ricercatori delle Università di Kessel in Germania e di Lappenranta in Finlandia, nella rivista Energy conversion and management sostengono che l’esperimento di El Hierro possa essere effettuato su più ampia scala a La Gomera, dove per l’appunto la popolazione è il doppio di quella dell’isola virtuosa.

Henning Meschede, Michael Child e Christian Breyen ricordano che attualmente l’energia di La Gomera dipende per il 99% dalle risorse fossili e che sono presenti solo due turbine eoliche, con 0,4 megawatt di potenza, e alcuni pannelli solari domestici, 0,04 Mw, per un totale di 22,9 Mw di capacità installata.

Da qui il paradosso che un’isola conosciuta in tutta Europa per l’estensione boschiva, per le foreste di laurisilva del Parque Nacional de Garajonay e per il suo impegno per un turismo responsabile, sia la meno rinnovabile in termini di energia in tutto l’Arcipelago, a dispetto del suo enorme potenziale.


Gli autori dello studio sottolineano che il Gobierno ha pianificato che La Gomera raggiunga nel 2030 8MW di energia eolica, 5MW di apparecchiature fotovoltaiche e una flotta di auto elettriche pari al 20% del totale di automezzi presenti, uno scenario quindi quasi completamente libero dai combustibili fossili e con il 100% di energie rinnovabili a coprire i vari fabbisogni di elettricità e riscaldamento.

Lo studio azzarda anche l’ipotesi che, incluso in questo pacchetto verde, ci sarà un grande complesso turistico di 800 posti letto totalmente green.

Il progetto, che appare più come una scommessa, differisce da quello di El Hierro dal momento che non propone la costruzione di una stazione di pompaggio per risolvere il problema di intermittenza energetica presentata dall’eolico e dal solare, bensì sostiene di voler ricorrere ad altri sistemi di stoccaggio senza trascurare la sua centrale termica che, sostituendo il gasolio con il biocarburante, continuerà a funzionare.

Dal momento che non è possibile costruire una batteria di gigantesche dimensioni in grado di immagazzinare energia elettrica su larga scala da utilizzare per una intera isola, gli autori dello studio avrebbero optato per una soluzione V2G, acronimo di Vehicle to Grid ovvero auto in rete.

Il concetto, che rappresenta un modello utilizzato per anni in informatica, afferma che se non si può utilizzare un supercomputer per lavori di grandi dimensioni, occorre distribuire l’attività tra centinaia o migliaia di computer ordinari interconnessi tra loro.

In questo caso quindi la soluzione è quella di incoraggiare l’80% della flotta di La Gomera a essere elettrica e il restante a utilizzare biocarburanti, con particolare riferimento agli autobus e ai camion di alto tonnellaggio.

Con il 100% di auto elettriche nel 2030 gli studiosi sostengono che sarà possibile raggiungere la totale autonomia guadagnando sia in termini economici che di sostenibilità.