Lo zucchero bianco fa male

Da anni i dietologi ci ripetono la lezione, LO ZUCCHERO BIANCO FA MALE, e sono convinta che la maggior parte di noi abbia largamente disatteso questo comandamento.

In primo luogo andrebbe sostituito con quello di canna, raffinato, quindi meno dannoso.

Pensare che se riducessimo lo zucchero dalla nostra dieta giornaliera potremmo perdere anche 4 chili in 10 gg., non male direi.

Ce lo racconta anche il Dott. Hyman, nutrizionista e dietologo canadese, che ci insegna ad allontanarci dalla dipendenza fisiologica che non sappiamo di avere nei confronti degli zuccheri, ma c’è, e che in 10 gg di stop agli zuccheri dovrebbe calare in maniera rilevante.

Cominciamo col non bere più bibite gasate, succhi di frutta, caffè o tè zuccherati. Abitudine dannosissima che favorisce addirittura in alcuni l’insorgere del diabete.

Sapevate poi che le proteine possono equilibrare i livelli degli zuccheri e quindi anche dell’insulina nel sangue? Consumiamo ai pasti uova e carne, meglio carne bianca, e sempre con moderazione, e tanta verdura, ricca anch’essa di carboidrati.


Per non parlare della frutta e delle ormai popolarissime due noci al giorno, o delle mandorle, insomma della frutta secca così benefica per le nostre arterie, e dell’olio extra-vergine.

Tutti questi alimenti terranno distanti gli zuccheri dal nostro organismo e anche se ci verrà il desiderio, e ci verrà!!!!, anche soltanto perché ci sentiremo stressati e l’ormone dello stress, il cortisolo, aumentando ci farà avvertire forte il bisogno di cosine dolci, vi accorgerete che dopo alcuni giorni di astinenza da zuccheri vi sentirete anche meglio.

E poi cercate di riposare almeno 8 ore al giorno, o quelle a cui siete abituati per sentirvi in forma, non diminuite le ore di sonno, perché così salirà il livello dell’ormone della fame e sentirete il bisogno di paste e dolci.

Cerchiamo anche di indirizzarci verso la pasta integrale o di farro. E se si sgarra ogni tanto, un buon piatto di pasta o un bel dolcetto ci sta. Ma non sempre. E mai in quantità industriali.

di Danila Rocca