SPIGOLATURE luglio 2018

Senza giri di parole!

Dalla natura impariamo aspetti di coerenza.

Osservo una Tigre, nobile figura con espressione di indifferente superiorità. Non è feroce (con tale aggettivo l’abbiamo bollata noi), lei invece ha qualche cosa di più sublime: la certezza di essere risoluta e fatale.

Un “egotismo” perfetto, non ha smania di appetiti o tentazioni, perché ha i mezzi più rapidi per soddisfarli. Vestita di sottili ed eleganti arabeschi neri dipinti su un pelo dorato, osserva immobile. Pare in perenne attesa che qualcosa accada e quando avviene, si lancia.

E ho per lei questo motto: “senza giri di parole”.

Appare subito chiara la differenza tra lei e noi. Noi abbiamo le capacità di pensare e parlare che, poi declinate a libero arbitrio, se usate male ci danneggiano l’esistenza.


La natura non ha migliaia di vocaboli nella sua testa, non esiste bello o brutto, intelligente o stupido, ieri o domani, certo o incerto, forse sì forse no, al limite gestisce qualche trucco per cacciare o sopravvivere.

La nostra tigre non espone concetti per millantare, come neanche aspetta “la manna dal cielo”.

Chi guarda la cartina di Tenerife, ammira in foto i suoi paesaggi, sente il vocio di secoli di storia, chiude gli occhi per sentire la carezza della brezza marina, e infine inevitabilmente la desidera.

Se lui individua il suo egotismo, questo dovrebbe essere la polvere pirica per proiettarlo verso la meta. Senza aiuti, senza se, senza ma, senza sconti, egli si deve muovere.

Se non lo fa o ha reconditi dubbi (e li deve risolvere), o non gli interessa la preda perché pago del suo vivere (ma si è mai vista una tigre desistere?)

Insomma deve chiamare le cose col loro nome.

Andrea Maino