Le Canarie rilanciano l’allevamento della cocciniglia

La cocciniglia, Dactylopius coccus, è un insetto originario dell’America centrale che vive per lo più sulle piante cactacee come parassita, e con il quale si produce uno dei coloranti naturali più diffusi al mondo, il rosso carminio.

Ben nota alle civiltà pre ispaniche, inclusi gli aztechi, la cocciniglia venne importata dai conquistadores in Europa, dove ben presto divenne una preziosa merce di scambio, utilizzata per tingere le vesti regali ed ecclesiastiche.

Allevata anche nell’Arcipelago, in particolare a Gran Canaria e Lanzarote, per molto tempo il mercato della cocciniglia ha affrontato significativi sforzi per poter sopravvivere senza aiuti da parte delle amministrazioni.

Solo recentemente il vice presidente del Gobierno Pablo Rodríguez ha promesso agli allevatori di Gran Canaria di sostenere attivamente l’impegno della Acecican, l’associazione allevatori ed esportatori di cocciniglia delle Canarie, al fine di rivitalizzare tutto il settore e in particolare di favorire l’esportazione della produzione con gli aiuti del Posei per il trasporto.

Alla riunione cui hanno partecipato i rappresentanti di Acecican, guidati dal loro presidente Lorenzo Perez, è stato formalmente presentato a Rodríguez una bozza di documento che rappresenta la base per arrivare a conseguire la Denominación de Origen Protegida, un riconoscimento fondamentale per poter accedere agli aiuti previsti dalla Comunità Europea.

Dal momento che attualmente la cocciniglia arriva in Europa unicamente dall’America, la possibilità di poter importare direttamente dalle Canarie risulta particolarmente vantaggiosa, benché, come afferma Perez, la scelta di paesi poveri del Sud America sia legata a prezzi estremamente bassi a dispetto di una qualità non eccelsa.


Secondo Perez quindi se l’Arcipelago non interviene facilitando l’esportazione a prezzi vantaggiosi, tutta la storica produzione di cocciniglia è destinata a scomparire.

Biancamaria Bianchini