Anno Domini 2013

“al rientro dalle ferie gli italiani dicono e pensano”…

Non ci siamo fatti mancare proprio niente: tranne le “ferie”. Non quelle intese come transumanza dalle città verso mare, monti, campagne etc., bensì quelle che alleggeriscono e mitigano lo stress accumulato in oltre undici mesi di lavoro (per chi ancora ce l’ha). Undici mesi trascorsi con l’ansia di un nefasto gioco molto simile al Monopoli, privato delle caselle più ricche e positive; sotto gli ombrelloni ha continuato ad aleggiare il malumore, l’impotenza e lo smarrimento di una società che non sa cosa possa avvenire nelle prossime 24/48 ore, mentre Roma vive di risse, incontri, scontri politici e proclami che, sinora, hanno generato null’altro che un “tutti contro tutti vediamo chi ne esce conciato peggio”. Ma peggio ne escono solo quelli che, sotto l’ombrellone, spendendo qualche centinaio di euro duramente strappato alla tassazione più iniqua d’Europa, hanno sperato di liberare il cervello dall’oppressione continua del pensiero di quale gioco stesse preparando loro un governicchio che aveva a cuore esclusivamente l’integrazione, l’accoglienza, l’antiberlusconismo, l’anti-pro renzianismo. Solo giochi (sì, come quelli infantili) di potere, di prevaricazione e soffocamento attuati e sostenuti nei confronti del popolino strizzato sino all’inverosimile, peraltro già pronto come un soldatino a versare, per aumenti generalizzati, somme ulteriori per servizi e sostegni da Terzo Mondo, mentre il Terzo Mondo che attracca alle nostre coste intenerisce artatamente il pubblico. Ecco coloro che fuggono da governi guerrafondai e dittatoriali in cui non esiste lavoro alcuno. Il Sogno Italiano sta andando in pezzi.

Un esempio tra mille? A Milano il costo del trasporto pubblico subirà nel mese di settembre il RADDOPPIO delle tariffe relative al costo degli abbonamenti mensili e annuali, compresi quelli degli “over 65”, si avete capito bene, “i pensionati”; molti dei parcheggi destinati ai residenti saranno destinati a parcheggi a pagamento! Osserviamo attentamente due aspetti della questione: chi usa i mezzi pubblici? Dove “abbandoneranno” i residenti di qualsiasi zona della città le loro auto, impossibilitati ad usarle per gli esagerati costi di gestione, assicurazione e area C, il tutto per disincentivare l’utilizzo del mezzo privato etc.? No, no fermiamoci qui! Se la speranza è l’ultima a morire… cerchiamo almeno di sopravvivere!

Ecco qualcosa su cui riflettere durante il rientro. Ritorniamo un po’ abbronzati, imbronciati e preoccupati, purtroppo neanche tanto stravolti dai fattacci egiziani, nutella dell’informazione estiva e paravento del fancazzismo romano, ma consci di dover mantenere nel profondo del nostro ego la speranza di un gratta-e-vinci risolutore della nostra esistenza.

(dal nostro “corrispondente di guerra” Marco Uzzo)