Le clausole “suelo” nei mutui sono NULLE, controllate il Vs. contratto

La Corte Suprema spagnola in una sessione plenaria, ha dichiarato invalide le clausole del minimo garantito nei mutui (NdR in spagnolo clausola suelo), in “mancanza di trasparenza”, accogliendo parzialmente un appello che ha sollevato una questione su queste clausole nei mutui. La clausola “suelo” nei mutui significa che il cliente pagherà sempre un interesse minimo prefissato, indipendentemente dal valore del tasso Euribor. Se, ad esempio, un cliente ha stipulato un mutuo con un tasso di interesse variabile pari all’Euribor maggiorato del 2%, ma con una clausola “suelo” del 3%, non pagherà mai meno di questa percentuale, anche se l’Euribor scende sotto l’1%. Si tratta di un meccanismo applicato da alcuni istituti bancari per limitare i rischi derivanti da eccessivi abbassamenti dei parametri di indicizzazione. In questo caso, il mutuante, stabilendo una soglia minima sotto la quale il tasso non può comunque andare, annulla il vero vantaggio dei prestiti indicizzati. La Corte Suprema ha però precisato che la sua decisione non comporta la restituzione di importi già versati, e che dette clausole si considerano abusive solo in presenza di mancanza di trasparenza nella commercializzazione del mutuo al cliente.

Alcune importanti considerazioni da fare:

1 – rimane aperta la porta alle richieste di risarcimento della clausola “suelo” per mancanza di trasparenza rispetto ai mutui sottoscritti con banche, soprattutto perché, molto spesso, queste non hanno dato in modo chiaro al cliente le informazioni relative alle conseguenze economiche, né hanno ben spiegato il funzionamento di tali clausole.

2 – si chiude però la porta alla domanda di restituzione degli importi già incassati dalle istituzioni finanziarie in virtù della clausola annullata, perché, a parere del Tribunale Supremo, la retroattività produrrebbe gravi problemi alle banche, riflettendosi poi direttamente sull’economia del paese (necessità per lo Stato di iniettare più denaro pubblico alle istituzioni finanziarie, data la rilevanza degli importi da restituire alle centinaia di migliaia di persone colpite).

3 – permette agli Istituti Finanziari di continuare ad inserire nei loro contratti di mutuo le clausole “suelo”, ma con l’obbligo di informare in modo chiaro e dettagliato i clienti sul loro funzionamento.

Tutte le norme che disciplinano la regolamentazione delle informazioni sui prodotti, e dei regolamenti finanziari in materia di obblighi degli istituti finanziari, sono pienamente applicabili sia alle abitazioni, se prima casa o meno, sia per i locali commerciali.


Ma le sentenze del Tribunale civile nr. 4 di Orense del 13 maggio 2013, e del Tribunale del Commercio (cd. Juzgado de lo Mercantil)  nr. 2 di Malaga del 23 maggio 2013 si sono discostate dalla decisione della Suprema Corte, in quanto hanno sentenziato l’obbligo per le banche coinvolte di restituire gli importi già addebitati in ragione della clausola “suelo”. In queste due sentenze, il Giudice ordinario ha riconosciuto la retroattività della dichiarazione di nullità della clausola “suelo”.

L’argomento è estremamente interessante, e indubbiamente si è aperto un fronte importante nella battaglia per l’eliminazione della clausola del minimo garantito nei mutui. Speriamo che nei prossimi mesi si continui questa battaglia nei Tribunali, e che i cittadini si rendano conto di disporre di un’occasione unica per recuperare del denaro indebitamente pagato in eccesso, evitando nel contempo di continuare a pagare interessi vessatori, se non sono stati adeguatamente informati al momento della sottoscrizione del mutuo.