Turismo sessuale, alle Canarie è un fenomeno consolidato

La sicurezza delle isole e la loro vicinanza, hanno portato il fenomeno del turismo sessuale a consolidarsi nell’Arcipelago, dove i turisti europei, anziché andare nelle Filippine, in Indonesia, Thailandia, Vietnam o Marocco, possono trovare un’ampia offerta composta non solo da straniere, ma anche da residenti canarie.

L’abbandono delle misure preventive nel periodo scolastico, i social network senza controllo familiare e l’insicurezza del mercato occupazionale, hanno generato infatti nelle isole Canarie un mercato di ragazze del territorio piuttosto nutrito e costantemente in aumento per effetto di una situazione economica sempre più incerta.

Uno studio ufficiale del Gobierno commissionato alla Università di La Laguna, ha evidenziato che il turismo sessuale ha assunto caratteristiche consolidate nel sud di Gran Canaria, a Lanzarote, nel sud di Tenerife e a Fuerteventura, dove si è assistito a un aumento significativo delle donne che si prostituiscono e delle reti criminali di sfruttamento.

Il fenomeno è talmente radicato e normalizzato, che non è raro incontrare in autostrada veicoli che pubblicizzano i servizi di prostituzione sulle isole.

La proliferazione dei voli low cost ha poi compensato l’aumento dei prezzi degli hotel, creando un profilo di comportamento del turista sessuale basato su pochi giorni a disposizione ma tutti dedicati a sole e donne in vendita.

Il sociologo e direttore dell’Università La Laguna Esther Torrado nonché curatrice dello studio commissionato dal Gobierno, sottolinea che il fenomeno non è solo legato al turismo ma che le richieste provengono anche da uomini che vivono sulle isole; tuttavia, sottolinea, è stato il turismo di massa a consolidare comportamenti di prostituzione anche inusuali, come quello relativo a ragazzi di aree metropolitane che si prostituiscono in strada o in gruppo come attività del tempo libero.


Nel 2015 l’Unità Tecnica di Polizia Giudiziaria della Guardia Civil, unitamente al Gruppo Prostituzione del Cantone di Ginevra, mise fine alle attività di un’organizzazione che catturava donne sull’Arcipelago per condurle in Svizzera a prostituirsi; le nuove vittime del traffico sessuale sono quindi giovani donne che soffrono di precarietà economia e sociale e che spesso si trovano nelle vicinanze di villaggi turistici e alberghi, dove possono promuovere la loro attività con la certezza di trovare la clientela.

Con l’inganno di presunti fidanzati o amici, le ragazze vengono poi inserite in siti pubblicitari che ne promuovono caratteristiche e prestazioni; peculiare delle donne che si prostituiscono sull’Arcipelago è infine l’elevata mobilità, che le porta a passare periodi in città diverse e di differenti dimensioni.

E se la prostituzione su strada è in lieve calo, afferma la Torrado, c’è un incremento di quella esercitata in appartamenti privati e nei club, dove le donne sono più vulnerabili per effetto di un aumento delle ore di attività a basso compenso e visto che la polizia ha accesso limitato diversamente da ciò che accade sui marciapiedi.