Secondo l’associazione degli albergatori, quest’anno le Canarie perderanno quasi un milione di turisti

Gli albergatori sono preoccupati per il recupero dei concorrenti mediterranei e per la svalutazione legata al “brexit”; la cosa buona è che il costo medio per turista quest’anno dovrebbe aumentare.

Le isole Canarie perderanno 958.530 turisti rispetto allo scorso anno, anche se il numero di arrivi sarà il secondo più alto della storia, dopo il record raggiunto nel 2017, quando 15.975.507 persone hanno scelto l’Arcipelago per le loro vacanze.

Le previsioni degli imprenditori alberghieri indicano che nell’anno in corso arriveranno 15.016.977 turisti, con un calo del 6%. Ciò romperebbe la tendenza all’aumento degli ultimi cinque anni.

Il calo si manifesterà sia sul mercato estero che su quello interno. Nel caso dei visitatori stranieri, passerà da 14.310.373 a 13.451.751, ovvero 858.622 in meno, mentre soffrirà anche il turismo nazionale, che secondo le stime di Ashotel passerà da 1.665.137 a 1.565.229.

Tra i fattori che spiegano il calo vi sono il ruolo crescente di paesi come la Turchia e la Grecia nella stagione estiva, una domanda nazionale che non è ancora decollata, un clima un po’ più mite sul continente europeo e l’effetto dei mondiali di calcio, che si fa sentire anche nella pianificazione delle vacanze per gli europei.

Il primo è il brexit, con due date ben definite all’orizzonte: il 29 marzo 2019, data ufficialmente fissata per la disconnessione tra il Regno Unito e l’Europa, e il 31 dicembre 2020, data che determinerà la fine del periodo di transizione. Ciò comprende l’accordo sui cieli tra Europa e Regno Unito, che potrebbe avere ripercussioni sui voli immediatamente dopo la prevista partenza dall’UE il 29 marzo.


Va ricordato che lo scorso anno il mercato britannico dell’Arcipelago ha registrato una performance molto buona, con 5.267.514 turisti, il 33% del volume totale di visitatori. Nel caso di Tenerife, la dipendenza britannica è ancora maggiore, poiché quasi la metà (46%) dei visitatori di questa nazionalità che arrivano nelle isole Canarie (2.387.895) sceglie l’isola del Teide.

Ma le minacce del 2018 includono anche le prestazioni della sterlina rispetto all’euro, la connettività aerea, soprattutto dopo il fallimento della compagnia aerea Monarch, la carenza di piloti di linee come Ryanair e l’aumento di destinazioni nelle zone costiere di grande richiamo per il turismo britannico, come Turchia, Tunisia ed Egitto, fattori che si rivelano anche come altre sfide che le isole Canarie devono affrontare e che potrebbero minare la loro competitività.

Per quanto riguarda la spesa turistica, le ultime statistiche per il 2017 mostrano un aumento del 7% rispetto all’anno precedente, in particolare 12.818 milioni di euro di origine, e 4.946 milioni di euro di destinazione, secondo l’Istituto di Statistica delle Isole Canarie. Superare entrambe le cifre con quasi un milione di turisti in meno è la sfida più grande di quest’anno per il settore.

Gli esperti che hanno recentemente partecipato alla prima Conferenza dei Comuni Turistici delle Isole Canarie hanno concordato che il settore turistico sta affrontando un cambiamento epocale, che può essere visto nella comparsa dei primi sintomi che indicano una trasformazione delle tendenze e delle abitudini. Ciononostante, l’Associazione dei Comuni Turistici delle Canarie (AMTC) avverte che non sono state prese le misure necessarie nell’Arcipelago per garantire un adeguato adattamento del modello convenzionale ad uno di maggiore qualità e competitività.

L’AMTC si rammarica della “mancanza di reazione” istituzionale e dell’assenza di un ampio consenso per affrontare le sfide future. “Non c’è stato un vero dialogo, in cui tutte le istituzioni e gli agenti che compongono il settore abbiano concordato proposte minime per passare ad un turismo del 21° secolo”.

Il numero record di visitatori nel 2017, con quasi 16 milioni, comprendeva anche il numero più elevato di pernottamenti mai registrato, con 110.865.637.

Queste cifre collocano le Canarie in cima alla lista delle destinazioni preferite dagli europei, prima ancora di quelle di Parigi, Venezia, Barcellona e delle Baleari.

Redazione