Penuria mondiale di cibo? Ci pensano gli insetti

Sono molti gli esperti ad avere stimato che la domanda di cibo crescerà del 50% entro la metà del secolo e che gli insetti, fonte di proteine alternative, rappresenteranno una soluzione globale alla scarsità di derrate alimentari.

Con un impatto iniziale nel campo dei mangimi per animali, gli insetti verranno poi introdotti anche per il consumo umano, come annunciato dagli esperti che si sono riuniti nella prima edizione del congresso Tech4Good dal tema innovazione alimentare.

Durante l’incontro, organizzato dal centro tecnologico Eurecat, il co-fondatore di Nutrinsect Josep Vidal ha previsto che l’utilizzo degli insetti come fonte di cibo a livello mondiale avrà una crescita esponenziale nei prossimi anni.

Vidal, che indaga su come ottenere piatti ricchi di proteine derivanti dagli insetti, ammette che ci vorrà diverso tempo per superare le ovvie barriere culturali di buona parte del globo, soprattutto in Occidente dove l’insetto non viene ancora visto come fonte naturale e sostenibile per alleviare uno dei maggiori problemi che l’umanità intera dovrà affrontare.

Il direttore scientifico di Eurecat Lluís Arola ha spiegato che il problema della scarsità di cibo ha un’ampiezza che dovrà superare la riluttanza che la nuova fonte di cibo potrà incontrare; egli precisa inoltre che il cambiamento sarà legato solo a una questione di tempo e che, in ogni caso, se non mangeremo insetti, sarà il bestiame a farlo.

Mark Post, fisiologo nonché creatore del primo hamburger artificiale ottenuto da cellule staminali nel 2013, ritiene che la carne realizzata in laboratorio permetterà all’umanità, nei prossimi 10 anni, di continuare a cibarsi di proteine senza l’effetto dannoso dei gas inquinanti attualmente generati dagli allevamenti di bestiame, e che nel giro di 5 anni si potrà arrivare a produrre un hamburger artificiale acquistabile inizialmente a 10 euro, prezzo destinato poi a scendere.


Durante il discorso inaugurale del convegno, il presidente di Eurecat Xavier Torra ha sottolineato l’importanza di configurare spazi che consentano un dialogo aperto e permanente tra la conoscenza scientifica e le esigenze di aziende e industria in quella che appare a tutti gli effetti una sfida verso il cibo del futuro.

Daniel Ramón, vice presidente della Ricerca e Sviluppo in nutrizione e salute umana della società Biopolis AD, ha avvisato, non senza allarmismo, che il sistema alimentare che conosciamo con ogni probabilità nel giro di pochi decenni sarà destinato a crollare se non saremo in grado di utilizzare tutte le possibili agricolture e le forme alternative sostenibili di allevamento, come quella degli insetti.

Anita Caiselli