IL GURU racconta… Arte desnuda

Ogni luogo possiede una propria carta d’identità… Ricordo perfettamente le spiagge che la mattina sapevano di natura e il pomeriggio diventavano centri commerciali. Vedere colossi di pietra e rocce abbracciare spazi infiniti fino a perdersi nel cobalto del mare. La gente composta e indaffarata, manteneva viva quell’isola che tanto piccola appariva sulle mappe, ma enorme da esplorare. Oltre alle bellezze dovute, Tenerife si appropria di arte e creatività, prestandosi a espressioni di pura originalità, dove il pensiero artistico umano trova spazio. Erano le 7,30 del mattino, quasi ora di cominciare a lavorare, mi incamminai… I marciapiedi erano ben curati, puliti e molto spaziosi, tanto da riservare piccoli tratti a opere di vario genere. Per mesi feci la stessa strada, ma quella mattina fu meno famigliare. Una scultura, si, c’era una scultura. Il suo fautore creò un’opera tanto accattivante che riuscì ad attirare il mio sguardo. Del pezzo originale rimase poco, ma credo che l’autore avesse i suoi buoni motivi. Cercai di domandargli il significato, ma non mi prestò attenzione e si dileguò con in mano ancora la ruota. Strani questi artisti; solitari, chiusi, quasi a voler nascondere una malefatta. Per altri quattro giorni la scultura rimase là. Giorno dopo giorno sempre più completa. Pezzo dopo pezzo fu terminata. Non vidi più il suo creatore. La domanda mi sorge spontanea; ma perché ha voluto denudare la sua opera? Perché ha voluto lasciare una bici completamente povera, inutilizzabile, priva di tutto…? Ora passeggiando per Tenerife mi capita ancora di vedere altre opere simili… bravo il nostro artista… sempre al lavoro. La chiamerò “arte desnuda”, si, credo sia adeguato.

(il GURU Rosso)