Il sale di Lanzarote – Salina de Janubio

Lo sapevi che a Lanzarote tra poco potresti trovare il sale in farmacia, se già non l’hanno messo in vendita in questi giorni? Non un sale dietetico, curativo e neppure “purgante”… Proprio il sale da cucina, quello ricavato dal mare con i metodi più antichi e collaudati del mondo…

Sull’isola esistono ancora alcune saline attive ed una di queste, Salina de Janubio, sarà quella che alimenterà questo canale di vendita col suo sale.

La zona di Janubio si trova nella parte sud dell’isola, tra Yaiza e Playa Blanca, affacciata sul lato ovest dell’isola. Un tempo larga insenatura, nella quale esisteva un porto ben protetto, era già allora zona di saline (la densità salina del mare supera i 36 grammi di cloruro di sodio per ogni litro d’acqua). Le eruzioni tra 1730 e 1736 hanno poi modificato la morfologia della zona, chiudendo il golfo al mare e creando la laguna poi utilizzata come bacino per alimentarsi di acqua marina già ben riscaldata dal sole e già con una elevata densità salina. Solo alla fine del XIX secolo, attorno al 1895, la salina prese la sua vera connotazione che vediamo anche ora, con grandi mulini a vento per far salire l’acqua nelle varie terrazze di riscaldamento, dalle quali poi l’acqua, sempre più densa, scendeva di livello dopo un certo numero di giorni, fino ad arrivare ad una densità di 300 grammi di sale per litro nel “cristallizzatore”, dopo alcuni passaggi.
Il sale serviva principalmente per la salatura del pesce per la conservazione e per la “salmuera”, ossia la miscela che serviva, sui pescherecci, a conservare il pesce pescato fino all’arrivo in porto.
La produzione era stagionale, ovvero da maggio ad ottobre, i periodi con maggior concentrazione di sole, elemento indispensabile per tutto il processo di evaporazione e cristallizzazione, lasciando il resto del tempo alla manutenzione e pulizia delle vasche ed al ripristino di tutti i canali di passaggio: la vita dei “Salineros” non era delle più belle, sempre immersi in questa “melma” salata e corrosiva ed esposti al continuo riflesso del sole sui cristalli di sale.
Lentamente la raccolta del sale perse la sua importanza ed iniziò una sorta di declino dell’intero sistema Canario della produzione di “Sal Marina”. L’utilizzo di refrigeratori sulle barche portò ad una drastica diminuzione della domanda, rendendo quasi impossibile rendere “economico” il ciclo produttivo, rivolgendosi quindi solo al “piccolo consumo” interno ed a poche flotte di pescherecci.

Nel 1994 una sovvenzione del Governo delle Canarie ha dato la possibilità a questa Salina di iniziare un lento ma costante recupero, ed una serie di investimenti della proprietà hanno portato ad un restauro quasi totale dell’impianto ed una ripresa importante della raccolta. Inutile dire l’incanto del posto, sia dal punto di vista paesaggistico che architettonico: la bellezza di questa baia, ora chiusa da una spiaggia di sabbia nera, contrasta con la geometria delle vasche, che si elevano di parecchi metri rispetto al livello della laguna. I colori sono quasi impossibili: il nero della pietra lavica, l’azzurro dell’acqua, il bianco del sale raccolto ed il rosa della “massa salata” che riposa sotto l’acqua… Ed un retaggio del passato che è ancora ben vivo e funzionante…
Inoltre è disponibile il negozio della Salina, “Bodega de Sal”, aperto al pubblico dalle 9.00 alle 14.00 dal Lunedì al Venerdì, dove è possibile acquistare il vero ed autentico sale della salina.