Gli agenti ambientali sequestrano più di 120 esemplari di giacinto d’acqua

Gli agenti ambientali del Cabildo de La Palma hanno sequestrato più di 120 esemplari di giacinto d’acqua, noto anche come camalote (Eichhornia crassipes), grazie ad un avvertimento dei cittadini.

La specie, originaria del Sud America, in particolare del bacino amazzonico, è stata introdotta per essere utilizzata come pianta ornamentale acquatica per stagni e acquari in varie parti del mondo.

È inclusa nel regio decreto 630/2013, del 2 agosto, che disciplina il catalogo spagnolo delle specie esotiche invasive, il che comporta un divieto generico del possesso, trasporto, traffico e commercio di esemplari vivi e morti e dei loro resti o parti, compreso il commercio con l’estero.

Il 14 agosto un cittadino ha allertato gli agenti ambientali del Cabildo della presenza di diversi esemplari di questa specie invasiva in uno degli stand della Fiera dell’Artigianato dell’isola che si tiene a Fuencaliente.

Il cittadino è stato in grado di identificare immediatamente l’impianto grazie ad un articolo pubblicato qualche mese fa su un quotidiano locale.
Con queste informazioni, gli agenti hanno iniziato le indagini appropriate fino a quando non hanno localizzato l’indirizzo del proprietario degli impianti.

Informata del motivo dell’ispezione e delle norme vigenti, la proprietaria ha facilitato l’accesso degli agenti alla sua proprietà e ha collaborato attivamente alla rimozione di un totale di 113 piante che aveva distribuito in due fonti all’interno del suo appezzamento.


Dopo la chiusura della Fiera dell’artigianato dell’isola, sono stati sequestrati anche gli altri 13 esemplari.
Il ministro dell’Ambiente del Cabildo de La Palma, Juan Manuel González, desidera ringraziare “tutti i cittadini per la loro collaborazione nel processo di controllo e di eradicazione delle specie invasive e in questo caso, ancor di più, la collaborazione del proprietario di queste piante, che in ogni momento ha collaborato con gli agenti al loro ritiro”.
Gonzalez invita anche tutti i cittadini che hanno questa specie nelle loro case o aziende agricole a contattare il Servizio Ambientale, da dove saranno guidati e gestire il loro eventuale ritiro in condizioni adeguate.

Cristiano Collina