Misteri e aneddoti canari, la leggenda di Pedro Perico e del diavolo di Timanfaya

Aneddoti e misteri sono di casa alle Canarie, ne costituiscono folklore e patrimonio culturale anche se molti di essi non sono così note come ad esempio la leggenda di Pedro Perico, nata a Lanzarote nell’anno 1500 e connessa con il mito del demonio.

Gli aborigeni dell’Arcipelago, tra i quali Pedro Perico, erano soliti associare la paura dei vulcani a quella per il diavolo, la cui presenza nelle leggende non solo è molto diffusa ma sempre accompagnata dai racconti sulle grandi eruzioni vulcaniche.

Pedro Perico, secondo una delle leggende più famose di Lanzarote, fu l’audace aborigeno che decise di combattere contro un caprone che tutti gli isolani credevano fosse il diavolo mascherato, un animale mostruoso che, stando alle testimonianze dell’epoca, terrorizzava popolazione e pastori della zona del Rubicón.

Raccolta dalla tradizione popolare da Juan Bethencourt Alfonso nel secolo XIX, la leggenda di Pedro Perico si riferisce alle apparizioni di animali fantastici sotto le cui terrificanti spoglie si nascondeva il diavolo; l’aborigeno, accompagnato da altri pastori, si trovò di fronte all’enorme caprone in atteggiamento di sfida e iniziò a battervisi speronandolo e incitandolo.

Ma la fiera, che belava spaventosamente, tutto ad un tratto afferrò Pedro Perico e con la velocità e l’agilità di un cavallo sparì nel barranco, facendo perdere le sue tracce e quelle del coraggioso aborigeno, che non venne mai più ritrovato.

Tutti pensarono quindi che fu il diavolo a portarsi via Pedro, così come successivamente, durante la terribile eruzione del 1730 del vulcano Timanfaya, si pensò che a metterci lo zampino fu sempre il demonio.


Maximiliano Trapero e Eladio Santana Martel, accademici e storici, raccontano che generalmente le leggende di Lanzarote, al confine tra realtà e fantasia, hanno decretato il nome di diverse località dell’isola; Pedro Perico, non a caso, è ora una zona del Timanfaya formata da un piccolo rilievo e una grotta e per la precisione il nome venne dato prima alla montagna, poi alla grotta e in seguito alla zona che si trova nel comune di Yaiza.

Timanfaya, a sua volta, è il nome generico dato al Parque Nacional di Lanzarote ma anticamente era solo quello di una serie di montagne nate in seguito alle eruzioni vulcaniche del 1730-1736 e prima ancora di un villaggio distrutto dalla lava di quelle eruzioni.

Il sacerdote di Yaiza, Andrés Curbelo Perdomo, lasciò documenti ufficiali e diari dettagliati del periodo in cui a Lanzarote avvennero le eruzioni; il primo settembre del 1730, egli appuntò, la terra di Yaiza, nei pressi di Timanfaya, si aprì in due e il 25 dicembre del 1731 si udì uno dei più forti terremoti mai ricordati, ma fu il 28 dicembre di quell’anno che apparve una colata di lava infuocata che arrivò fino al villaggio, bruciandolo insieme alla sua cappella di San Juan Bautista.

Fu in quegli anni che nacque la leggenda del diavolo di Timanfaya, quando il vulcano eruttò in occasione dei festeggiamenti di un matrimonio, espulse lapilli e rocce di grandi dimensioni, una delle quali colpì in pieno la giovane sposa uccidendola.

Il marito, realizzando la tragedia, si buttò nel fiume di lava, sparendo per sempre, un po’ come sparì Pedro tra le fauci del demonio.

Bibi Zanin